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Constructing Worlds
Barbican Centre, Londra

11 dicembre 2014

Constructing Worlds: Photography and Architecture in the Modern Age azzera i tempi del racconto a una foto storica, forse la più famosa di Berenice Abbott: New York at Night, del 1932, scattata dall’Empire State Building. Si narra di uno studio meticoloso sui momenti giusti di ripresa: 15 minuti di esposizione, tra le 16.30 e le 17, nella settimana che precede il Natale. La Abbott voleva ritrarre la città in vita ma di notte, con le luci ancora accese negli uffici e il traffico nelle strade. Sentiva l’energia potenziale che avrebbe sviluppato la New York moderna, e voleva fermarne l’immagine. New York at Night diventerà una foto profetica: documenta la nascita della città dei grattacieli. C’è la prefigurazione di un movimento che diventerà perpetuo. C’è la fiducia nell’innovazione tecnologica, nella bellezza dell’architettura moderna quale migliore espressione della vita urbana che cambia. Qualcuno ci ha trovato lo stesso mistero romantico dei versi di All Through the Night (“The day is my enemy, the night my friend”), scritti da Cole Porter due anni dopo. Attrazione e paura. La Abbott si confessa rapita dai ritmi eccitanti di New York. La sua dichiarazione d’amore per la metropoli è l’incipit di Constructing Worlds. Ai nostri occhi stanchi, di umani che arrivano da quel futuro, giunge l’eco nostalgica di un mondo perduto. Quell’entusiasmo appare ingenuo, antico, eppure contagioso. Si contamina con le case del Moderno a Los Angeles. Resiste e vince fino alla fine, anche dopo i lavori di Simon Norfolk sulla guerra in Afghanistan e dopo Mokattam Ridge, la città della spazzatura sui tetti, di Bas Princen. Resiste e diventa poesia nel banchetto sotto il ponte di Chongqing IV (Sunday Picnic) di Nadav Kander. Ogni scatto dimostra come immortalare architettura non sia meno complesso che cogliere l’espressione giusta di un volto in un ritratto. La mostra racconta di gente e mondi urbani attraverso il paesaggio costruito, considerando la fotografia lo strumento forse più adatto e ambizioso per documentarlo. Ma piuttosto che della simbiosi tra le due discipline, Constructing Worlds tratta di come per la prima volta al mondo un percorso fotografico possa aiutare a orientare lo sguardo: dalla vita immaginata e reale degli edifici all’esistenza delle persone.

Constructing Worlds: Photography and Architecture in the Modern Age
Barbican Centre
Londra
25 settembre 2014 > 11 gennaio 2015

Stephen Shore, Beverly Boulevard and La Brea Avenue, Los Angeles. CA, 21 June 1974.

Stephen Shore, Beverly Boulevard and La Brea Avenue, Los Angeles. CA, 21 giugno 1974.

Walker Evans, Frame Houses, New Orleans, Louisiana, 1936.

Walker Evans, Frame Houses, New Orleans, Louisiana, 1936.

Nadav Kander, Chongqing XI, Chongqing Municipality, 2007.

Nadav Kander, Chongqing XI, Chongqing Municipality, 2007.

Nadav Kander, Chongqing IV, Sunday Picnic, Chongqing Municipality, 2006.

Nadav Kander, Chongqing IV, Sunday Picnic, Chongqing Municipality, 2006.

Julius_Shulman, Case Study House #22, Pierre Koenig, 1959.

Julius Shulman, Case Study House #22, Pierre Koenig, 1959.

Thomas Struth, Clinton Road, London, 1997.

Thomas Struth, Clinton Road, Londra, 1997.

Simon Norfolk, Former Soviet-era Palace-of-Culture, Kabul, 2001-02. Courtesy: Simon Norfolk.

Simon Norfolk, Former Soviet-era Palace-of-Culture, Kabul, 2001-02. Courtesy: Simon Norfolk.

Bas Princen, Cooling plant, Dubai, 2009.

Bas Princen, Cooling Plant, Dubai, 2009.

Iwan Baan, Torre David #1, 2011.

Iwan Baan, Torre David #1, 2011.

Julius Shulman, Case Study House #22, Pierre Koenig, 1959.

Julius Shulman, Case Study House #22, Pierre Koenig, 1959.

Berenice Abbott, New York City, 1932.

Berenice Abbott, New York at Night, 1932.



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