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Olivo Barbieri
Immagini 1978-2014, MAXXI

13 ottobre 2015

Oltre cento immagini per ripercorrere le molte fasi della carriera di Olivo Barbieri, una continua indagine del rapporto tra lo sguardo e la rappresentazione. Paesaggio reale e spazio immaginato coesistono da sempre nei suoi lavori: a partire dalle superfici dei vecchi flipper realizzate alla fine degli anni Settanta, micromondi che custodiscono frammenti di immaginario collettivo, passando per i viaggi in Oriente alla ricerca di metropoli in continua trasformazione. Poi le vedute aeree che tramutano le città in enormi modellini grazie alla tecnica del fuoco selettivo. Oppure le grandi stampe di dipinti eseguite con lo stesso procedimento, una riscoperta di alcuni tra i capisaldi della storia dell’arte italiana. “Credo che il mio lavoro inizi dove finisce la fotografia”, ha detto lo stesso Barbieri, che da sempre utilizza il mezzo fotografico non per documentare, ma per arricchire e trasformare il senso dei luoghi in cui viviamo.

Olivo Barbieri. Immagini 1978-2014
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
A cura di Francesca Fabiani
Roma
29 maggio 2015 > 3 gennaio 2016

Olivo Barbieri, Pellestrina, Venezia 1988. Da/from: Notte 1991.

© Olivo Barbieri, Pellestrina, Venezia, 1988.

© Olivo Barbieri, Uffizi, 2002.

© Olivo Barbieri, Uffizi, 2002.

Olivo Barbieri, Lhasa, 2000. Da/from: Virtual Truths, 2001.

© Olivo Barbieri, Lhasa, 2000.

© Olivo Barbieri, Linyi, China, 2001.

© Olivo Barbieri, Linyi, Cina, 2001.

© Olivo Barbieri, Site-specific Roma.

© Olivo Barbieri, Site-specific Roma.

© Olivo Barbieri, Site-specific Houston.

© Olivo Barbieri, Site-specific Houston.

© Olivo Barbieri, Site-specific Las Vegas.

© Olivo Barbieri, Site-specific Las Vegas.

© Olivo Barbieri, Beijing, China, 2001.

© Olivo Barbieri, Pechino, Cina, 2001.

Olivo Barbieri, Capri, 2013.

© Olivo Barbieri, Capri, 2013.

Olivo Barbieri, Lugo, Ravenna, 1982.

© Olivo Barbieri, Lugo, Ravenna, 1982.

© Olivo Barbieri, Flippers, 1977-78.

© Olivo Barbieri, Flippers, 1977-78.


Fabio Severo

Giornalista, vive a Roma perché non va più di moda, cura progetti fotografici per l’associazione ZONA, scrive per StudioLinkiestaL’Ultimo Uomo e altro. Ha un blog di fotografia contemporanea, Hippolyte Bayard, e una malcelata ossessione per il tennis.


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