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Wolfgang Tillmans
On The Verge of Visibility

29 febbraio 2016

In occasione della sua prima mostra in Portogallo, Wolfgang Tillmans si confronta con gli ambienti del Museo Serralves di Porto, splendido progetto architettonico di Álvaro Siza (inaugurato nel 1999). A cura di Suzanne Cotter, direttrice del museo, con la collaborazione di Paula Fernandes, Wolfgang Tillmans: On The Verge of Visibility presenta oltre 120 lavori dell’artista tedesco nato a Remscheid nel 1968 e riconosciuto a livello internazionale come uno tra i più influenti della produzione contemporanea. Tillmans, che affronta l’ambiente espositivo come un laboratorio attivo, integrandolo nell’opera, orienta la coreografia dello spazio attorno alla serie Vertical Landscapes: immagini di una bellezza semplice e straniante, realizzate a partire dal 1995, che ritraggono l’incidenza della luce sul mondo, il suo incontro con la terra, il cielo e le nuvole, evidenziando la natura al contempo fisica e immateriale della fotografia. Come sempre, le opere sono presentate prive di cornice e appese con piccoli chiodi, nonché stampate in varie misure, dai formati classici alle stampe panoramiche di grandi dimensioni (fino a quattro metri). La loro distribuzione non segue tanto la progressione lineare delle pareti, ma si sviluppa nella sequenza dei volumi e dei flussi di luce naturale delle sale. Strutturato secondo un ordine cronologico, il percorso si apre con una costellazione di scatti che ripercorrono l’esperienza di Tillmans fin dagli esordi, quando ancora adolescente ricorse a una fotocopiatrice in bianco e nero per combinare figure ritagliate dai giornali. Segue una selezione dei lavori iconici sulle sottoculture londinesi degli anni Novanta (che l’hanno reso il più popolare testimone della Generazione X), sui movimenti per la pace e per i diritti degli omosessuali. Troviamo infine una raccolta di snapshot digitali degli anni Zero e Dieci, parte della raccolta Neue Welt che dà il titolo alla celebre pubblicazione del 2012 edita da Taschen. Rigorosamente prive di manipolazione digitale, frutto di processi prettamente chimici, le immagini selezionate annullano intenzionalmente la presenza umana. Con On The Verge of Visibility Tillmans rende omaggio alla fotografia nella sua forma più organica, spontanea, inafferrabile.

Wolfgang Tillmans: On The Verge of Visibility
A cura di Suzanne Cotter e Paula Fernandes
Museu de Arte Contemporânea de Serralves, Porto
30 gennaio – 25 aprile

WOLFGANG TILLMANS: ON THE VERGE OF VISIBILITY

WOLFGANG TILLMANS: ON THE VERGE OF VISIBILITY

WOLFGANG TILLMANS: ON THE VERGE OF VISIBILITY

WOLFGANG TILLMANS: ON THE VERGE OF VISIBILITY

Wolfgang Tillmans, Tag/Nacht III, 2015.

Wolfgang Tillmans, Tag/Nacht III, 2015.

Wolfgang Tillmans, Tag/Nacht III, 2015.

Wolfgang Tillmans, Tag/Nacht III, 2015.

Wolfgang Tillmans, Lampedusa, 2008. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Lampedusa, 2008. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Fire Island, 2015. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Fire Island, 2015. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Sea of Japan, DSR, 2015. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Sea of Japan, DSR, 2015. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Casita, 1995. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.

Wolfgang Tillmans, Casita, 1995. Courtesy: Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York.


Ilaria Speri

Vive a Milano da diversi anni, dove si occupa di fotografia e dintorni. Collabora a progetti espositivi ed editoriali, in particolare con il collettivo curatoriale Fantom. Insegna Storia della fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel frattempo fa ricerca, studia e scrive per mostre, libri e riviste.


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