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Perduti nel Paesaggio
Mart

28 Maggio 2014

Fotografia, pittura, video e installazioni abitano insieme una grande mostra collettiva che racconta le tante forme dell’idea di paesaggio nell’arte contemporanea. Le continue modificazioni dell’identità dei linguaggi visivi a confronto con le nuove tecnologie, il ripensamento del concetto stesso di geografia, trasfigurata dalla relatività della distanza. Sono solo alcune tra le molte proposte di Perduti nel Paesaggio/Lost in Landscape, un percorso che raccoglie un enorme catalogo di interpretazioni dei luoghi: i territori alterati cromaticamente del Congo di Richard Mosse, il dopoguerra di Beirut di Gabriele Basilico, le miniature di megalopoli create da Gabriel Orozco, i notturni isolati di Todd Hido. Paesaggio documentato, inventato oppure ricostruito, in una ricognizione tra infiniti modi di immaginare lo spazio e il suo significato.

Perduti nel Paesaggio/Lost in Landscape
Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
A cura di Gerardo Mosquera
Rovereto
5 aprile > 31 agosto

Gabriele Basilico, Beirut, 1991. Courtesy Gabriele Basilico / Studio Gabriele Basilico, Milano.

Gabriele Basilico, Beirut, 1991. Courtesy Gabriele Basilico / Studio Gabriele Basilico, Milano.

Michael Wolf, Architecture of Density #39, 2005. Courtesy Bruce Silverstein Gallery, New York.

Michael Wolf, Architecture of Density #39, 2005. Courtesy Bruce Silverstein Gallery, New York.

Richard Mosse, Hunches in Bunches, 2011. Courtesy Collezione privata. © Richard Mosse, Courtesy dellíartista e Jack Shainman Gallery, New York.

Richard Mosse, Hunches in Bunches, 2011. Courtesy Collezione privata. © Richard Mosse, Courtesy dell’artista e Jack Shainman Gallery, New York.

Szymon Roginski, Mazowsze#04, 2004, from Poland Synthesis, 2003-2006. Courtesy dell’artista.

Szymon Roginski, Mazowsze#04, 2004, from Poland Synthesis, 2003-2006. Courtesy dell’artista.

Fernando Brito, Tus Pasos se perdieron con el paisaje, 2010. Courtesy: Agencia Kairos S.L.

Fernando Brito, Tus Pasos se perdieron con el paisaje, 2010. Courtesy: Agencia Kairos S.L.

Davide Tranchina, Quaranta notti a Montecristo #4, 2012/2013. Courtesy dell'artista e Galleria Bianconi, Milano.

Davide Tranchina, Quaranta notti a Montecristo #4, 2012/2013. Courtesy dell’artista e Galleria Bianconi, Milano.

Carlo Andreasi, Fotologie. Poste italiane, 2010. Courtesy dell’artista.

Carlo Andreasi, Fotologie. Poste italiane, 2010. Courtesy dell’artista.

Massimo Bartolini, Panorama only we know, 2011. Courtesy dell’artista, CoCa Torun, PL, Galleria Massimo De Carlo.

Massimo Bartolini, Panorama only we know, 2011. Courtesy dell’artista, CoCa Torun, PL, Galleria Massimo De Carlo.

Rula Halawani, New Gates to Heaven, 2012. Courtesy dell’artista e Selma Feriani Gallery.

Rula Halawani, New Gates to Heaven, 2012. Courtesy dell’artista e Selma Feriani Gallery.

Glenda Leon, Habitat, 2004. Courtesy dell’artista.

Glenda Leon, Habitat, 2004. Courtesy dell’artista.

Luis Camnitzer, Landscape as an Attitude, 1979. Courtesy dell'artista e Alexander Gray Associates, New York.

Luis Camnitzer, Landscape as an Attitude, 1979. Courtesy dell’artista e Alexander Gray Associates, New York.

Gabriel Orozco, Island within an island, 1993. Courtesy Marian Goodman Gallery, New York.

Gabriel Orozco, Island within an island, 1993. Courtesy Marian Goodman Gallery, New York.

Carlos Garaicoa, Cuando el deseo se parece a nada, 1996. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins Foto: Oak Taylor-Smith.

Carlos Garaicoa, Cuando el deseo se parece a nada, 1996. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins Foto: Oak Taylor-Smith.

Carlo Guaita, Senza titolo (Pieghe, I, II), 2012. Courtesy dell'artista.

Carlo Guaita, Senza titolo (Pieghe, I, II), 2012. Courtesy dell’artista.

Jordi Colomer, Anarchitekton, 2002 - 2004. Courtesy MACBA Collection. MACBA Foundation.

Jordi Colomer, Anarchitekton, 2002 – 2004. Courtesy MACBA Collection. MACBA Foundation.


Fabio Severo

Giornalista, vive a Roma perché non va più di moda, cura progetti fotografici per l’associazione ZONA, scrive per StudioLinkiestaL’Ultimo Uomo e altro. Ha un blog di fotografia contemporanea, Hippolyte Bayard, e una malcelata ossessione per il tennis.


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