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Lampada Tull, Incipit
Tommaso Caldera

8 settembre 2014

In quel capolavoro del pensiero progettuale che è Da cosa nasce cosa (1981), Bruno Munari assegnò il Compasso d’oro a Ignoti ad alcuni grandi classici della produzione industriale. Oggetti noti per la loro perfetta combinazione di estetica e funzione, più che per il nome del progettista o dell’azienda produttrice. Tra queste icone vi era anche la lampada da lavoro, citata come “lampada da garage”: essenziale, pronta per essere appesa tramite un gancio e utilizzata come fonte luminosa d’emergenza. Con una luce diretta e pura, senza filtri e mediazioni grazie alla lampadina scoperta, ma al tempo stesso protetta da una griglia che forma una gabbia. Partendo proprio da questo elemento, Tommaso Caldera ha progettato Tull per l’azienda Incipit, lavorando nella direzione di un intelligente re-design. Una delle lezioni migliori dei grandi maestri è stata proprio quella della riscoperta di archetipi formali da rinverdire e adattare alle nuove esigenze. Castiglioni suggeriva di iniziare dalla “componente principale del progetto”, ovvero la parte che maggiormente identifica senso e funzione dell’oggetto, per poi rivisitarla. In questo caso, Caldera la identifica nella gabbia di protezione che diviene segno di eleganza astratta, oltre che elemento funzionale. Il resto lo fa il colore, scelto in variazioni a contrasto tra il corpo della lampada e la griglia, così da riuscire a trasportare questo oggetto, che ha già in sé il sapore di un nuovo classico, dal garage agli ambienti di soggiorno e oltre.

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit

Lampada Tull, Incipit - Tommaso Caldera

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit

Tommaso Caldera

Lampada Tull, design di Tommaso Caldera per Incipit


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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