Daniele Lago
Questionnaire

29 agosto 2013

Daniele Lago è nato ad Asiago nel 1972. Conclusi gli studi tecnici, ha frequentato la Scuola Italiana Design di Padova. Ultimo di dieci figli, è entrato molto giovane nell’azienda di famiglia, dove si è occupato inizialmente di progetto e immagine. Imprenditore e designer entusiasta e dai molteplici interessi, è arrivato in breve tempo alla guida dell’azienda, di cui oggi è Amministratore Delegato e Head of Design. Sotto la sua direzione, Lago si è trasformata in una realtà industriale moderna ed evoluta, dove produzione, design e comunicazione si fondono in un’unica strategia per il miglioramento della qualità dell’abitare quotidiano.

La canzone che non ti stanchi mai di ascoltare.

La sigla del cartone animato Pinocchio, che mi fa tornare bambino, Águas de Março interpretata da Elis Regina, piena di gioia, e tutto Prince, per l’energia che riesce a darmi.

Il film che non ti stanchi mai di vedere.

C’era una volta in America di Sergio Leone.

Il libro che ti ha fatto perdere la testa.

Siddartha di Herman Hesse.

L’oggetto a cui sei più legato.

Nessuno in particolare.

Il tuo luogo prediletto.

Il Mar Mediterraneo, in mezzo alle terre.

Un film di culto che non sopporti.

I film hollywoodiani costruiti a tavolino, quelli con le trame più prevedibili.

Un classico della letteratura che non sopporti.

Tutti quelli che non ho amato a scuola.

L’automobile più bella mai realizzata.

La Citroën 2CV.

Il giro del mondo in tre tappe.

New York, il fiume Fango in Corsica, d’estate, e un posto in Oriente che ancora non conosco.

Un artista contemporaneo che ha un futuro assicurato nella storia dell’arte.

Io voto Ai Weiwei e Marina Abramović, ma sarà naturalmente la storia a decidere.

Un progettista a cui affidare la costruzione di un luogo fantastico.

Un bravo scrittore.

Uno stilista per una sfilata epocale.

Io, per una giornata speciale da dedicare alla mia amata.

Una persona elegante.

Chi sta bene con se stesso e non ha bisogno di esporsi troppo o di nascondersi.

Una persona inelegante.

Chi non ha personalità.

A chi consigli di cambiare mestiere?

A tutti, almeno ogni sette anni.

Hai la pessima abitudine di?

Non sto mai fermo, con la mente e con il corpo.

Di cosa vorresti abusare?

Della vista, dei miei occhi.

A cosa non puoi rinunciare?

Alla vita di tutti i giorni.

Vorresti essere un campione di?

Sono già un campione, per tutti quelli che mi vogliono bene.

L’hotel e il ristorante che stanno in cima alla tua classifica personale.

La casa e la cucina dei miei amici.

La più grande invenzione di tutti i tempi.

L’umanità.

Il personaggio storico a cui sei più grato.

A tutti quelli che attraverso l’amore hanno migliorato il mondo.


Roberta Mutti

Sta a cavallo fra l’Italia, il Belgio e il Sud Est Asiatico, e a volte cade. A chi le chiede di cosa si occupa, risponde: faccio cose, vedo gente. Scrive di “mobiletti” da vent’anni e non si è ancora stancata, nonostante tutto. Tempo libero non ne ha, e nemmeno le interessa. Le basta non dover andare nello stesso ufficio tutti i giorni. Frequenta persone improbabili, e collabora a Klat per questo.


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