Singer Reimagined
Ripensare il cronografo

8 novembre 2018

Dopo le auto, gli orologi. Rob Dickinson, fondatore e guida di Singer Vehicle Design, ha creato insieme al designer Marco Borraccino Singer Reimagined, spin-off ginevrino dell’azienda californiana. Obiettivo: ripensare il cronografo, ovvero lo strumento deputato a misurare gli intervalli di tempo, indispensabile al cronometraggio delle competizioni sportive (anche se ormai in questo campo è stato del tutto soppiantato dai dispositivi digitali), ma utile anche a monitorare le diverse attività quotidiane, dal tragitto casa-lavoro alle performance culinarie. Tuttavia, da quando è stato inventato, nei primi decenni dell’Ottocento, il cronografo è rimasto sostanzialmente uguale a se stesso: con quei contatori sussidiari sul quadrante, che servono a visualizzare la durata di un determinato fenomeno, ma, diciamolo, troppo piccoli per permettere una lettura agevole della misurazione effettuata. Così è sempre stato, almeno fino allo scorso anno, quando è uscito il Singer Track1. Un cronografo rivoluzionario, perché offre un modo inedito di misurare i tempi brevi: del tutto nuovo e naturale, più semplice e immediato rispetto al solito. In pratica, l’indicazione di ore e minuti crono non si legge più sui consueti contatori separati, ma per mezzo delle lancette centrali (coassiali alla lancetta dei secondi crono, unico dettaglio a conservare la propria posizione tradizionale). Un po’ come se le ore e i minuti crono fossero integrati in un unico totalizzatore centrale, che in realtà è l’orologio stesso, quasi come se si trattasse di un orologio nell’orologio. Le “normali” informazioni orarie sono invece riportate su due dischi rotanti periferici, posti sul perimetro esterno del quadrante, con un indice fisso che segna le ore sull’anello esterno e i minuti su quello interno. Da notare anche la presenza della scala tachimetrica sul réhaut, il “rialzo” (anche in colore contrasto) che delimita la zona crono centrale da quella oraria perimetrale.

Singer Reimagined

Alla base di questa soluzione tecnica originale si trova un movimento meccanico a carica automatica estremamente innovativo. Chiamato AgenGraphe, è stato sviluppato da una delle menti più geniali dell’orologeria contemporanea: Jean-Marc Wiederrecht, che ha impiegato dieci lunghi anni per metterlo a punto in collaborazione con i progettisti di Agenhor. Formato da 477 componenti, montati su 67 rubini, il movimento mostra una complessità evidente fin dal primo sguardo. Basta infatti dare un’occhiata attraverso il fondello in vetro zaffiro, per vedere un’impressionante concentrazione di ingranaggi, ponti, leve, camme e ruotismi, rigorosamente decorati a mano secondo i criteri della migliore orologeria. Una visione resa più agevole dall’insolita posizione della massa oscillante, nascosta sotto il quadrante, cioè spostata sul lato opposto del movimento rispetto allo standard (altro dettaglio insolito del Singer Track1). Fra le tante caratteristiche, meritano almeno un cenno l’autonomia di 60 ore, la ruota a colonne per lo smistamento delle funzioni crono, e il particolare dispositivo che consente un avvio “morbido” del cronografo. Dal punto di vista estetico, l’ergonomica cassa tonneau (43 mm di diametro) riecheggia nel design gli anni 60-70: con la corona al 4 inserita nel profilo, per non interferire sull’equilibrio formale e non intralciare i gesti della mano, e i due pulsanti crono a pompa, posti simmetricamente al 10 e al 2 (ulteriore peculiarità dell’orologio). Tutte le superfici acquistano una nitida definizione grazie all’alternanza di finiture spazzolate e lucide – anzi, lucidissime, quasi a specchio. Realizzato in titanio grado 5 al momento del lancio, il Singer Track1 quest’anno è stato declinato in altre due versioni (entrambe con il quadrante più essenziale): la Geneva Edition in oro giallo e la Hong Kong Edition in alluminio ceramizzato nero (ottenuto con ossidazione elettrolitica al plasma). La politica aziendale prevede infatti la creazione di piccole serie millesimate, studiate ad hoc per i diversi mercati e dedicate ai collezionisti più esigenti.

Singer Reimagined

Marco Borraccino e Rob Dickinson.

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