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Koenigsegg Jesko
Supremazia svedese

10 Maggio 2019

Nel mondo delle auto veloci, non sono solo i grandi nomi a richiamare l’attenzione degli appassionati. Ci sono marchi meno popolari di Ferrari, Porsche o Lamborghini, solo per citare i più famosi, ma altrettanto apprezzati dai cultori della velocità. Pagani, per esempio, una piccola factory situata a San Cesario sul Panaro, in provincia di Modena, specializzata nella produzione di auto a elevatissime prestazioni, le cosiddette hypercar, che proprio quest’anno celebra i vent’anni del modello Zonda. Oppure Koenigsegg, casa svedese nata nel 1994 con l’ambizione dichiarata del suo fondatore, Christian von Koenigsegg, di realizzare l’auto più veloce di tutti i tempi. Il primo prototipo è del 1996, la CC, e nel 2002 va in produzione la CC8S. Seguono la CCR e la CCX, ma è con la Agera, nel 2010, che il marchio si fa notare anche da chi non lo segue assiduamente. Equipaggiata con un V8 biturbo da 5 litri, la Agera sviluppa 960 cavalli di potenza massima, raggiunge i 390 km/h e passa da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti. Numeri da record, ma Christian von Koenigsegg non si accontenta e così con la versione R, introdotta nel 2011, sfiora i 1170 cavalli. La One, del 2014, parte da quelle performance con in più un rapporto peso-potenza di uno a uno: ovvero, a ogni kg corrisponde un cavallo vapore, quindi 1360 kg e 1360 cv, con 1371 Nm di coppia motrice. Oggi la gamma Koenigsegg è formata da due vetture: la Regera, hypercar ibrida da 1500 cavalli, e la nuovissima Jesko.

Koenigsegg Jesko

Il nome di quest’ultima è dedicato al padre del fondatore della Koenigsegg, nonché uno dei principali artefici del successo del figlio. Singolare il fatto che ancor prima del suo debutto ufficiale al Salone di Ginevra, lo scorso gennaio, tutti i 125 esemplari della Jesko previsti per la produzione fossero già stati venduti a circa 2,5 milioni di euro ciascuno. Di fatto, si tratta della Koenigsegg con la produzione più importante, tenendo conto che alcuni dei modelli precedenti non sono arrivati neppure alle dieci unità. Un successo garantito da un quadro prestazionale stupefacente. Sotto il cofano della Jesko pulsa l’ultima versione del cinque litri V8 biturbo, provvisto di un nuovo albero motore più leggero, il cui peso è di appena 12,5 kg. Le bielle sono realizzate in acciaio svedese di alta qualità. Il rivestimento ceramico sulle pareti dei pistoni previene eventuali fenomeni di detonazione quando il motore va alla massima potenza. I cavalli erogati sono 1280 con l’alimentazione a benzina e ben 1600 con il bioetanolo E85. 1000 sono i Nm di coppia motrice disponibili tra i 2700 e i 6170 giri/min. Il cambio a 9 rapporti è progettato interamente in house e impiega un complesso sistema multi-frizione. L’auto è poi dotata di uno sterzo attivo anche sulle ruote posteriori, un dispositivo che consente al retrotreno di ruotare in fase o in controfase rispetto all’avantreno, in funzione della velocità di percorrenza della curva: così è più agile nello stretto e più stabile sul veloce. Il telaio è in fibra di carbonio e adotta una vasca nuova: 40 mm più lunga e 22 mm più alta dei modelli passati, viene assemblata nella fabbrica di Ängelholm in Svezia. Minimalista l’abitacolo, in puro stile svedese, in grado però di rispondere alle esigenze di comfort di chi sborsa 2,5 milioni di euro. La velocità dichiarata sfiora i 480 km/h. Una delle hypercar più originali di sempre, ma che fino al 2020 non andrà in produzione.

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

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Koenigsegg Jesko

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Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Koenigsegg Jesko

Jesko von Koenigsegg.


Cesare Cappa

Sognava di diventare collaudatore, e ce l’ha (quasi) fatta: è giornalista e si occupa di motori. Ama le auto, sono la sua ossessione. Ha una laurea in ingegneria meccanica e una passione per la musica jazz. Collabora con Il Sole 24 OreIl MessaggeroAuto e Klat.


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