Ferrari 488 Pista
Emozioni estreme

15 ottobre 2018

Il destino è già nel nome. La Ferrari 488 Pista è la versione estrema della 488 GTB, così come lo fu nel 2003 la Challenge Stradale, nel 2007 la 430 Scuderia, e infine, nel 2013, la 458 Speciale: modelli già esistenti che vengono rieditati puntando tutto sulle performance, sulle prestazioni assolute. Per la 488 Pista, gli ingegneri Ferrari hanno preso spunto, com’era ovvio, dalle versioni da gara della 488, quelle che competono nel campionato monomarca della Casa di Maranello e prendono parte anche alle gare di endurance, come la celebre 24 ore di Le Mans. Così, la 488 Pista, che è pur sempre una supercar omologata per la strada, ha passato molto tempo tra le mani degli aerodinamici. Per esempio, quel buco che si apre al centro del cofano, insieme a tutta la zona anteriore, profondamente trasformata, ricorda l’S-Duct delle Ferrari F1, sistema che permette di sfruttare i flussi d’aria alla ricerca della downforce che schiaccia l’auto sull’asfalto e consente prestazioni migliori. Al medesimo scopo, il fondo è stato modificato, così come l’alettone posteriore, più alto di 33 millimetri sulla Pista, e il diffusore. Tutti accorgimenti “che hanno migliorato del 20% l’efficienza aerodinamica”, ci ha spiegato Matteo Biancalana, Performance Manager di Ferrari. Cosa significa? Che la Pista si aggancia alle traiettorie con una velocità impensabile e scarica a terra sempre e costantemente i 720 cavalli del suo motore V8 3.9: mai una Ferrari stradale aveva raggiunto simili risultati. Sono 50 i cavalli in più rispetto alla GTB, ma non sono solo questi a fare la differenza. Certo, lo 0-100 in 2,85 secondi impressiona, gli oltre 340 km/h pure, ma a stupire è soprattutto l’erogazione della potenza, la spinta che sale fino a 8.000 giri e il sound, incredibile per un motore turbo, che in Ferrari sono riusciti a ottenere anche grazie ai condotti di scarico in Inconel, una lega molto leggera. Poi ci sono le nuove bielle in titanio e il polmone d’aspirazione in carbonio del V8. La 488 Pista, che abbiamo provato sul circuito di Fiorano, dove la Gestione Sportiva testa le F1, si è dimostrata incontenibile nel suo desiderio di velocità, stupefacente nella trazione e nell’aderenza, inconfondibile nel suono e sensibilissima al tocco: che si trattasse dell’uso del cambio a doppia frizione e sette rapporti, di una lieve variazione del set-up effettuata dal manettino sul volante (di provenienza racing), o di un impulso dato all’acceleratore. Con 90 kg in meno rispetto alla GTB, e grazie al lavoro svolto sull’aerodinamica, la guida si è fatta più affilata, ed è ancora più precisa con il nuovo FDE, il Ferrari Dynamic Enhancer, che agendo in maniera davvero impercettibile sui freni, e solo nella modalità CT-OFF di guida, permette di gestire al meglio la Pista. Il resto? Semplice, lo deve fare chi sta alla guida, ma dobbiamo riconoscere che nei chilometri percorsi sulle strade intorno a Maranello la 488 Pista ci ha dimostrato che una supercar pensata per i cordoli oggi può essere guidata anche sui dossi rallentatori delle nostre città, senza troppi imbarazzi, cosa impensabile fino a pochi anni fa.

Ferrari 488 Pista

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Maurizio Spinali

Giornalista, nato tra le pagine di riviste per car addicted come Evo e TopGear, scrive per il Corriere della SeraElaborare e Al Volante. Si divide da sempre tra due mondi, quello dell’auto e quello della letteratura. Ama i videogiochi.


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