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Eugenio Perazza
Questionnaire

19 Novembre 2012

Eugenio Perazza nasce a Ceggia in provincia di Venezia, nel 1940. Dopo alcune esperienze lavorative in aziende del Veneto, nel 1976 fonda Magis con l’obiettivo di realizzare complementi d’arredo di design ad alto profilo tecnologico per la produzione in grande serie e per la diffusione globale. Oggi Magis è un’azienda di riferimento per la qualità dei prodotti e sviluppa i propri progetti insieme ai migliori designer a livello internazionale. Molti pezzi di Magis fanno parte delle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo. Wallpaper ha annoverato Perazza al primo posto tra i “Ten who will change the way we live”.

La canzone che non ti stanchi mai di ascoltare.

Non, je ne regrette rien di Edith Piaf.

Il film che non ti stanchi mai di vedere.

Le quattro piume di Zoltán Korda, un vecchio film del 1939.

Il libro che ti ha fatto perdere la testa.

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

L’oggetto a cui sei più legato.

Il Ciao della Piaggio.

Il tuo luogo prediletto.

Il letto dove leggo e sogno, ad occhi aperti e chiusi.

Un film di culto che non sopporti.

Titanic.

Un classico della letteratura che non sopporti.

Via col vento di Margaret Mitchell.

L’automobile più bella mai realizzata.

La prima 500, la mia prima macchina.

Il giro del mondo in tre tappe.

Parigi, Londra, Roma.

Un artista contemporaneo che ha un futuro assicurato nella storia dell’arte.

Gregory Colbert.

Un progettista a cui affidare la costruzione di un luogo fantastico.

Bijoy Jain di Studio Mumbai Architects. Il suo progetto House on Pali Hill, che gli è valso notorietà internazionale, è veramente fantastico.

Uno stilista per una sfilata epocale.

Yves Saint Laurent, peccato però che non sia più tra noi.

Una persona elegante.

Marc Berthier, francese, che di mestiere fa il designer; non molto conosciuto, bravissimo per me. Indossa sempre giacche d’antan, un po’ fané, splendide. Per me lui è Monsieur l’Elegance.

Una persona inelegante.

Tutti quelli che non sanno trovare un proprio stile e assorbono acriticamente i dettami delle varie mode. Odio le donne e gli uomini manichino che si fanno vestire da altri, cioè dalla moda.

Hai la pessima abitudine di?

Non presto sempre attenzione a chi mi parla, mi capita di avere la testa altrove.

Di cosa vorresti abusare?

D’estate, specie quando fa caldo, di anguria.

A cosa non puoi rinunciare?

Alla partita a tressette, tre pomeriggi alla settimana al circolo Noi, presso la Casa della Dottrina del mio paese, Ceggia, avendo come compagno Vasco. Per battere, come puntualmente accade, gli amici Tullio e Antonio. In palio al massimo un’ombretta di bianco.

Vorresti essere un campione di?

Di bocce, ma non come puntista. Come bocciatore.

L’hotel e il ristorante che stanno in cima alla tua classifica personale.

Hotel non saprei, dormo raramente fuori casa. Forse un piccolo hotel a Parigi, l’Atelier Montparnasse, probabilmente perché vicino a due ottimi ristoranti: La Closerie des Lilas e La Coupole. Il mio ristorante preferito è decisamente Il Cacciatore di S. Giorgio di Livenza.

La più grande invenzione di tutti i tempi.

La ruota.

Il personaggio storico a cui sei più grato.

Spartaco.


Emanuela Carelli

Fa funzionare Klat, dopo averlo fondato insieme a Paolo. Ha due figli, è graphic designer, ama le sperimentazioni culinarie ed è ragionevolmente certa di una cosa: è la creatività a far girare il mondo.


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