Liu Bolin
Questionnaire

5 Novembre 2012

Viaggia con circa 30 kg di colore. Non usa Photoshop, ma solo un’équipe di “truccatori”. Veste in uniforme. Tra “essere” e “non essere” sceglie il mimetismo, per immersione. È Liu Bolin, performer, classe 1973, di Pechino, conosciuto anche come The Invisible Man. Prima azione (politica): Hiding in the City. Ultimo avvistamento: A Secret Tour, al Museo Hendrik Christian Andersen di Roma: una mostra che raccoglie gli scatti del suo ultimo viaggio in Italia, dal Teatro alla Scala di Milano alle rovine di Pompei, aperta fino all’11 novembre.

La canzone che non ti stanchi mai di ascoltare.

Tutte quelle di Michael Jackson.

Il film che non ti stanchi mai di vedere.

A.I. Artificial Intelligence e Inception.

Il libro che ti ha fatto perdere la testa.

Victor Hugo, I Miserabili.

L’oggetto cui sei più legato.

La macchina fotografica.

Il tuo luogo prediletto.

La Svizzera.

Un film di culto che non sopporti.

Non ho mai visto film cult.

Un classico della letteratura che non sopporti.

La storia della pietra di Cao Xueqin. Conosciuto anche come Il sogno della camera rossa.

L’automobile più bella mai realizzata.

Lamborghini Diablo.

Il giro del mondo in tre tappe.

Roma, Parigi, New York.

Un artista contemporaneo che ha un futuro assicurato nella storia dell’arte.

Io, spero.

Un progettista a cui affidare la costruzione di un luogo fantastico.

Adoro il Bauhaus e Walter Gropius.

Uno stilista per una sfilata epocale.

Non frequento molto le sfilate, ma direi il fashion designer di Lanvin, Alber Elbaz.

Una persona elegante.

Sean Connery.

Una persona inelegante.

Non saprei fare un nome.

Hai la pessima abitudine di?

Dovete chiederlo a mia moglie!

Di cosa vorresti abusare?

Giocare a calcio.

A cosa non puoi rinunciare?

Alla famiglia.

Vorresti essere un campione di?

Vorrei che sempre più persone apprezzassero la mia arte.

L’hotel e il ristorante che stanno in cima alla tua classifica personale.

Mi sono piaciuti tutti gli hotel dove ho soggiornato in Europa: sono carichi di storia e questo li rende speciali. Mangiare sulla Tour Eiffel mi ha emozionato, non ricordo il nome del ristorante.

La più grande invenzione di tutti i tempi.

La lampadina.

Il personaggio storico cui sei più grato.

Voltaire.


Susanna Legrenzi

Giornalista, scrive per VogueIl Giornale dell’ArchitetturaLa Vita Nova e altre testate. Quando non scrive, insegna e cura mostre.


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