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Hangar Bicocca
Successo di critica e di pubblico

31 Gennaio 2013

La questione è aperta. L’arte, per uscire dall’autoreferenzialità che la preserva dal confronto con il pubblico di non addetti ai lavori, dev’essere per forza ludica e interattiva? Verrebbe facile rispondere di sì, soprattutto alla luce di alcuni esempi: dalle migliaia di persone in coda nel 2007 alla Tate Modern per sfrecciare sugli scivoli di Carsten Höller, alla recente installazione di Tomás Saraceno all’Hangar Bicocca (ultimo giorno domenica 17 febbraio), curata da Andrea Lissoni, con alcuni visitatori impegnati a gattonare su dune sospese di PVC e altri sotto, col naso all’insù, per partecipare comunque a questo rito collettivo in un clima di euforia diffusa. Un’energia che riverbera negli altri spazi dell’Hangar: dal laboratorio per bambini al bar-ristorante, entrambi talmente animati che sembra di essere all’estero. Per non nascondersi dietro la foglia di fico di sterili intellettualismi che mandano in brodo di giuggiole gli esperti, ma lasciano giustamente perplessa la gente, quando si progettano mostre il pubblico andrebbe sempre tenuto in considerazione. Non tanto per fare audience con una mentalità da dati Auditel, ma, piuttosto, per costruire un sistema dell’arte meno autoriferito e quindi socialmente più rilevante. Quindi, ben vengano strategie ludico-partecipative anche un po’ estreme come quelle attivate dall’intervento di Saraceno. Il problema della mediazione culturale è complesso, ma l’Hangar Bicocca sembra proprio aver imboccato la strada giusta.

Tomás Saraceno On Space Time Foam 2012

Tomás Saraceno, On Space Time Foam, 2012. Photo: Alessandro Coco. Courtesy: Fondazione Hangar Bicocca, Milano

Tomás Saraceno On Space Time Foam 2012

Tomás Saraceno, On Space Time Foam, 2012. Photo: Alessandro Coco. Courtesy: Fondazione Hangar Bicocca, Milano

Tomás Saraceno On Space Time Foam 2012

Tomás Saraceno, On Space Time Foam, 2012. Photo: Alessandro Coco. Courtesy: Fondazione Hangar Bicocca, Milano

Tomás Saraceno On Space Time Foam 2012

Tomás Saraceno, On Space Time Foam, 2012. Photo: Alessandro Coco. Courtesy: Fondazione Hangar Bicocca, Milano

Tomás Saraceno On Space Time Foam 2012

Tomás Saraceno, On Space Time Foam, 2012. Photo: Alessandro Coco. Courtesy: Fondazione Hangar Bicocca, Milano

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Caroline Corbetta

Da freelance, asseconda la sua irrequietudine e tenta di trascendere l’autoreferenzialità dell’arte. Scrive, tra gli altri, per DomusL’Uomo VogueRolling Stone e cura progetti per istituzioni come il Moderna Museet e Performa. Si diletta nello scouting di artisti da quando, una decina d’anni fa, si è imbattuta in una sconosciuta Nathalie Djurberg.


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