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Sempering
MUDEC, Milano

25 Maggio 2016

Londra, 1851. Sotto la magnifica volta in vetro e ghisa del Crystal Palace, l’architetto tedesco Gottfried Semper si ferma a osservare la riproduzione di una capanna caraibica. È questa, come è stato osservato, l’esperienza fatale che lo incoraggia verso la formulazione compiuta del concetto di “abitazione originaria”, i cui elementi costituitivi – il focolare, il tetto, il recinto e il terrapieno – assurgono a fondamento dell’architettura, oltrepassando le categorie di spazio e tempo? Trascorsi oltre 150 anni da quella prima Esposizione Universale – e archiviata anche la recente Expo Milano 2015 – è proprio verso Semper e in particolare verso le quattro principali “diramazioni della tecnica” da lui concepite – arte tessile, ceramica, tettonica (carpenteria), stereotomia (arte muraria) – che si indirizzano Luisa Collina e Cino Zucchi. Il duo curatoriale di Sempering. Process and Pattern in Architecture and Design – mostra inserita nella cornice di un’altra expo, la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano – attinge alla linguistica e all’etimologia per avviare un’analisi tra architetture, paesaggi e oggetti d’uso concentrata sull’ultimo decennio. Impiegando un metodo rigoroso, in uno degli spazi al primo piano del MUDEC, Collina e Zucchi raddoppiano e attualizzano le categorie semperiane: partono dalle parole, otto verbi dichiarati con chiarezza, per intraprendere una sistematizzazione delle azioni attraverso le quali si compie il decisivo passaggio da materiale a manufatto. Dopo una presentazione sulla figura cui fin dal neologismo del titolo la mostra intende riconnettersi, l’iter procede con un ritmo costante, associando competenze e settori, affiancando produzioni tecnologiche e artigianali, in uno slancio teso a mantenere fissa l’attenzione sul concetto di “pratica”. Quest’ultima è intesa come processo – intellettuale o manuale, conseguito attraverso l’impiego di strumenti ad alta o bassa tecnologia – dal quale sorgono esiti sì eterogenei, di cui la mostra fornisce un’estesa panoramica, ma sempre suscettibili di parallelismi e risonanze. Così facendo, Sempering si rivela capace di attivare nel visitatore un’operazione che travalica il valore intrinseco, seppur tangibile e comprensibile anche a un pubblico non settoriale, del singolo progetto o oggetto esposto. Lungi dal ricorrere all’asfissiante formula della sequenza di nomi noti e icone, né la mostra né l’allestimento intendono promuovere una dinamica competitiva tra le singole opere selezionate: più che all’unicità dei singoli interventi, Sempering infatti punta alla “capacità di rappresentare un modo di operare comune ad altri progetti attuali”. Uno sforzo non indifferente, un grande risultato.

Sempering. Process and Pattern in Architecture and Design
A cura di Luisa Collina e Cino Zucchi, con Valentina Auricchio e Simona Galateo
MUDEC – Museo delle Culture, Milano
2 aprile – 12 settembre

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.

Sempering, MUDEC - Milano.


Valentina Silvestrini

Riccia naturale, in terza elementare fonda il mensile Magiche Amiche, scritto a mano in dieci copie e cucito con ago e filo dalla madre. Per amore di mostre, musei e allestimenti, lascia la natìa Umbria per laurearsi in architettura a Roma. Quando non è a Firenze, sua città d’adozione, probabilmente è in giro per l’Asia zaino in spalla. Sogna città senza automobili e ha un debole per il modernariato. Caporedattrice design e architettura di Cosebelle, scrive anche per Artribune.


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