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Marily Neuhart
The Story of Eames Furniture

28 gennaio 2016

The Story of Eames Furniture di Marilyn Neuhart, scritto insieme a John Neuhart, è molto più di una monografia sul design degli Eames: da un lato, risponde alla necessità di riconoscere il ruolo delle singole personalità che hanno animato l’Eames Office; dall’altro, è una colossale antologia critica che documenta nel minimo dettaglio le fasi di nascita e sviluppo di ogni singolo progetto. La prima parte del saggio, suddiviso in due tomi voluminosi, raccoglie le monografie dei principali protagonisti della storia dello studio a partire da Eero Saarinen, compagno di avventure di Charles da prima che nascesse il mito de “gli Eames”. Dal famoso concorso del 1941 al MoMA, con la prima sperimentazione sul compensato ligneo curvato, e alternando vita privata e lavorativa, tutto il racconto è teso a sottolineare l’attività collettiva e a svelarne le dinamiche interne anche quando sono meno solari rispetto alla versione ufficiale. Si tratta, insomma, della prima grande ricostruzione realizzata con la giusta prospettiva storica e fuori dal controllo della strategia di comunicazione messa a punto da Charles e Ray. Viene messa sotto la lente d’ingrandimento anche la relazione tra i due coniugi, l’immagine pubblica proposta come parte del loro programma professionale, ma anche alcune verità sentimentali. Ne emerge un inno alla straordinaria capacità di comunicare della coppia, i primi designer dell’era contemporanea ad aprire le porte al progetto circolare, quello in cui prodotto e presentazione appartengono alla medesima visione e sono affrontati con lo stesso impegno. Pur focalizzata sugli arredamenti, l’opera della Neuhart non manca di fare riferimento al complesso raggio d’azione dello studio: grafica, comunicazione, video, brand identity. Ogni oggetto che funzioni sopravvive al proprio autore e pochi come gli Eames sono stati capaci di concepire una modernità in grado di sopravvivere anche a se stessa. Pubblicato da Gestalten.

Eames Office a Venice, California (L.A.) - La stanza della grafica. / The Eames Office in Venice, California (L.A.)—The graphics department.

Eames Office a Venice, California (L.A.) – La stanza della grafica.

Hang-It-All, 1953. / Hang-It-All, 1953.

Hang-It-All, 1953.

Macchina per stampi Kazam! utilizzata per le prime sperimentazioni con il compensato ligneo. / Kazam! molding machine used for the first experiments with plywood.

Macchina per stampi Kazam! utilizzata per le prime sperimentazioni con il compensato ligneo.

Lounge Chair and Ottoman, 1956. / Lounge Chair and Ottoman, 1956.

Lounge Chair and Ottoman, 1956.

Poltroncina in vetroresina stampata con base "Eiffel" in tondino di ferro, 1951. / Molded fiberglass side chair with “Eiffel” base made of iron rods, 1951.

Poltroncina in vetroresina stampata con base “Eiffel” in tondino di ferro, 1951.

Poltroncina in vetroresina stampata con base "Eiffel" in tondino di ferro, in versione a dondolo, 1951. / Molded fiberglass side chair with “Eiffel” base made of iron rods, rocker version, 1951.

Poltroncina in vetroresina stampata con base “Eiffel” in tondino di ferro, in versione a dondolo, 1951.

ronte e retro delle stecche di sostegno agli arti fratturati, prodotti in compensato ligneo prodotti dalla Molded Plywood Division della Evans Products Company per la Marina Militare Americana, 1943. / Front and back of the splints for fractured limbs made by the Molded Plywood Division of the Evans Products Company for the US Navy, 1943.

Fronte e retro delle stecche di sostegno agli arti fratturati, prodotti in compensato ligneo prodotti dalla Molded Plywood Division della Evans Products Company per la Marina Militare Americana, 1943.

Aluminum Group Chair con base universale, 1958. / Aluminum Group Chair with universal base, 1958.

Aluminum Group Chair con base universale, 1958.

Time-Life Chair, 1960. / Time-Life chair, 1960.

Time-Life Chair, 1960.

Charles e/and Ray Eames, 1976.

Charles e Ray Eames, 1976.


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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