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H Stool, Tolix
Xavier Pauchard

6 marzo 2014

Austero, pratico, funzionale. Lo sgabello H, che presenta più varianti in modo da essere declinato anche come piano d’appoggio e piccolo contenitore, rappresenta bene quell’estetica che è stata definita negli ultimi anni retrofuture. Ricorda infatti un passato industriale, quello della nascita dell’Industrial Design di cui, per esempio, parlava Le Corbusier nel suo celebre saggio sull’arte decorativa (1925), quando ancora il termine design non era di uso corrente e per trovare oggetti intelligenti e rispondenti alla ragione funzionale bisognava rivolgersi ai cataloghi di arredi da ufficio o da ospedale: lì, tra schedari e cassettiere, era possibile individuare le tracce di forme pensate in base alla funzione da assolvere e scevre da virtuosismi artigianali, oggetti in cui il valore d’uso coincideva con il valore di scambio. Oggi lo sgabello H, progettato negli anni Trenta del secolo scorso da Xavier Pauchard, ha il sapore di un grande classico, magari alleggerito da un uso spavaldo del colore, che ci fa pensare con nostalgia a quando tutto aveva inizio o con speranza a ciò che può ripartire. Produzione: Tolix.

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix

H Stool, design di Xavier Pauchard per Tolix


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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