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Recto Verso
Fondazione Prada, Milano

7 Gennaio 2016

La nuova Fondazione Prada chiude il suo primo anno di attività a Milano inaugurando l’esposizione Recto Verso, curata dal team di Tought Council: Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose, Cédric Libert e Dieter Roelstraete. Protagonista è il retro del quadro, solitamente visibile soltanto agli addetti ai lavori: mentre la tradizione occidentale richiede che di un opera si guardi il recto e si trascuri il verso, la mostra rivela i ruoli che quest’ultimo ha rivestito nella storia dell’arte degli ultimi due secoli: da archivio dei trasferimenti da un museo all’altro (Philippe Gronon, Verso n. 38, Nymphéas par Claude Monet, 2009) a diario intimo sul quale annotare quotidianamente i propri pensieri (Michelangelo Pistoletto, Un libro, il lato letterario del quadro, 1970). E se un pittore settecentesco come Louis-Léopold Boilly ricorreva alla tecnica del trompe-l’œil per spostare l’attenzione dall’immagine al telaio, la tendenza allo svelamento e alla meta-rappresentazione del mezzo pittorico ritorna in autori contemporanei quali Gerard Byrne, Thomas Demand e Ian Wallace. Anche Roy Lichtenstein (Stretcher Frame with Vertical Bar, 1968) ripropone in versione pop la tridimensionalità prospettica di un telaio, creando un cortocircuito fra recto e verso, mentre è Alberto Burri (Plastica, 1962, e Plastica 8, 1963) a compiere un ulteriore avvicinamento dei due piani, rendendoli soggetti a una vera e propria fusione. La traccia lasciata dall’artista sul retro del quadro ha un grado d’intenzionalità variabile. Si pensi a Gastone Novelli (Lutte, échec, nouvelle lutte, 1968) che, contestando la Biennale di Venezia del 1968, appende un suo dipinto sottosopra, ma anche alle tele di Giulio Paolini (La Decima Musa, 1966), che necessitano l’esibizione del proprio verso per dare corpo all’opera. Come scrive il Thought Council nel testo introduttivo, la mostra è in grado di “trasformare un semplice gesto in un’approfondita indagine storica sul vero, l’illusione e le modalità della visione”.

Recto Verso
Fondazione Prada
A cura di Thought Council (Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose, Cédric Libert e Dieter Roelstraete)
3 dicembre 2015 > 14 febbraio 2016

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Michelangelo Pistoletto, Un libro, il lato letterario del quadro, 1970.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Michelangelo Pistoletto, Un libro, il lato letterario del quadro, 1970.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Giulio Paolini, La Decima Musa, 1966.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Sinistra: Thomas Demand, Leuchtkasten / Lightbox, 2004. Destra: Luca Bertolo, Melancholic Landscape, 2014.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Ian Wallace, Support Surface, 2007.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Sinistra: Louis Cane, Sol / Mur, 1974. Destra: Daniel Dezeuze, Châssis avec feuille de plastique tendue, 1967.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Sinistra: Pierre Buraglio, Châssis, 1974. Destra: Gastone Novelli, Lutte, échec, nouvelle lutte, 1968.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Pierre Toby, Rwoney Rose / Dusseldorf and clean glass/ Black, 2008-2010.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Dóra Maurer, Overlappings No8, 2008.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Louis Cane, Sol / Mur, 1974.

Recto Verso, Fondazione Prada – Milano.

Sinistra: Alberto Burri, Plastica 8, 1963. Destra: Alberto Burri, Plastica, 1962.



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