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Vico Magistretti
Interni milanesi, Milano

17 Giugno 2016

Interni milanesi. Architetture domestiche di Vico Magistretti è una mostra in progress che si rinnova di volta in volta con contenuti inediti proposti a rotazione. Curata da Vanni Pasca con Manuela Leoni, l’esposizione resterà aperta per quasi un anno presso la Fondazione Vico Magistretti, in via Vincenzo Bellini 1, a Milano. Il focus è rivolto alla progettazione degli interni realizzati dall’architetto. Dalla selezione del ricchissimo materiale (composizioni, schizzi, immagini), messo a disposizione dall’Archivio Studio Magistretti, sono stati scelti nove grandi appartamenti di impianto borghese e le cellule abitative connesse a tre edifici condominiali situati in città e nei nuovi quartieri sorti ai bordi del capoluogo lombardo a partire dagli anni Sessanta. Da una parte, quindi, ampi spazi di rappresentanza, e dall’altra abitazioni dotate di ogni comfort, ma ricavate da superfici più piccole: due moduli che accompagnano la modernizzazione di Milano. Il maestro non poteva essere indifferente alla trasformazione urbana in corso e i suoi interventi domestici si possono leggere come un omaggio alla sua città. Lo studio minuzioso dei dettagli, l’individuazione di soluzioni innovative tra dentro e fuori, il ridisegno intelligente degli elementi architettonici fissi (come scale e camini) in sintonia con scelte di arredo essenziali e mai convenzionali, la ricerca di un equilibrio tra antico e moderno, e la sovrapposizione di stili apparentemente casuali, sono le caratteristiche che saltano di più all’occhio osservando le fotografie e i disegni esposti. “Nelle mie case”, scrive Magistretti, “tendo a una estrema semplificazione, a una sorta di minimalismo, aperto però alle contaminazioni e alle stratificazioni che inevitabilmente si producono nel tempo”. Nel primo e nel secondo capitolo della mostra (quest’ultimo inaugurato il 16 giugno), gli spazi espositivi sono stati sviluppati con lo stesso ritmo: tre nicchie ospitano i progetti degli appartamenti prestigiosi in palazzi d’epoca, mentre un ultimo vano è dedicato agli alloggi dei nuovi edifici. Se nel primo allestimento l’occasione è stata quella di “visitare” casa Magistretti in via Gesù (1984-85), l’ultima in cui l’architetto abitò, casa Gavazzi in via Goito (1951, 1957-58) e casa Cerruti in piazzetta Bossi (1968), con la seconda tappa vengono invece prese in esame la casa in via Bellini (1953), costruita dal padre Pier Giulio, e le abitazioni Bassetti in via Verri (1953-54) e Bonadeo in via Jommelli (1969). Per quanto riguarda gli appartamenti in immobili di nuova costruzione, invece, si è passati dalle unità di corso di Porta Romana 49/51 (1962-67), dove per la prima volta fu chiesto all’architetto di trovare soluzioni per moduli di taglio ridotto, all’analisi del quartiere periferico di San Felice (1966-69), costruito a Segrate insieme a Luigi Caccia Dominioni. Nella terza sessione, prevista per metà novembre, cambieranno gli equilibri dei soggetti in campo e il racconto si focalizzerà su alcuni grandi appartamenti degli anni Cinquanta e sulla collaborazione con l’impresa di costruzioni MBM Meregaglia, in particolare nei quartieri Gallaratese e Olmi. E in quest’ultima serie di lavori si percepisce il desiderio di Magistretti di utilizzare per le operazioni in serie gli stessi valori progettuali che hanno ispirato gli interventi all’interno delle residenze borghesi.

Interni milanesi. Architetture domestiche di Vico Magistretti
A cura di Vanni Pasca e Manuela Leoni
Fondazione Vico Magistretti, Milano
24 marzo 2016 – 18 febbraio 2017

Appartamento in via Bellini, 1953. © Archivio Studio Magistretti - Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in via Bellini, 1953. © Archivio Studio Magistretti – Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in via Verri, 1953/54. © Archivio Studio Magistretti - Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in via Verri, 1953/54. © Archivio Studio Magistretti – Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in via Jommelli, 1969. © Archivio Studio Magistretti - Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in via Jommelli, 1969. © Archivio Studio Magistretti – Fondazione Vico Magistretti.

Appartamento in piazzetta Bossi, 1968.

Appartamento in piazzetta Bossi, 1968.

Appartamento corso di Porta Romana, 1962/67.

Appartamento in corso di Porta Romana, 1962/67.

Appartamento piazzetta Bossi, 1968.

Appartamento in piazzetta Bossi, 1968.

Appartamento piazzetta Bossi, 1968. © Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in piazzetta Bossi, 1968. © Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in corso di Porta Romana, 1962/67. Foto: Pegoraro.

Appartamento in corso di Porta Romana, 1962/67.
Foto: Pegoraro.

Appartamento in via Jommelli, 1969. © Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Jommelli, 1969. © Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Goito, 1953 - 1958/59. © Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Goito, 1953 – 1958/59. © Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Goito, 1953 - 1958/59. © Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Goito, 1953 – 1958/59. © Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Bellini, 1953. © Università Iuav di Venezia - Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.

Appartamento in via Bellini, 1953. © Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali. Foto: Giorgio Casali.



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