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Super Superstudio
PAC, Milano

10 dicembre 2015

Fa un certo effetto entrare negli spazi del PAC e trovarli adattati sul modello del Monumento Continuo (1969), il progetto più famoso di Superstudio, il collettivo fiorentino di architettura radicale fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Roberto e Alessandro Magris, Gian Piero Frassinelli e Alessandro Poli. La mostra Super Superstudio, curata da Andreas Angelidakis, Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi, ci aiuta a comprendere il compito di rinnovamento profondo che il gruppo affidava all’architettura, in anni in cui si sentiva l’urgenza di dare una risposta alla crisi della modernità. La loro denuncia di un “mondo reso uniforme dalla tecnologia, dalla cultura e da tutte le altre forme di imperialismo”, per certi aspetti ancora attuale, si ritrova anche nomi dei progetti: Vita senza oggetti, Città invisibile, Macchina per le vacanze, Superesistenza, Supersuperficie, La macchina innamoratrice. Grazie alla varietà dei mezzi espressivi impiegati, l’esposizione offre uno spaccato esaustivo del gruppo. Sono presenti i loro pezzi più iconici: la serie di mobili Misura, rivestiti di laminato plastico bianco quadrettato, il divano modulare impilabile Sofo, la seduta collettiva a spicchi Bazar. E poi le utopie delle Dodici città ideali dai nomi improbabili quali Città coclea temporale, New York of Brains o The Magnificent and Fabulous Barnum Jr’s City. I curatori non si sono limitati a realizzare una rassegna storica, ma hanno proposto anche 21 opere ideate da artisti contemporanei che hanno utilizzato tecniche riconducibili concettualmente a quelle del movimento: come le confezioni sottovuoto di Danai Anesiadou, perfettamente sigillate e piene di oggetti personali, i disegni di Pablo Bronstein o le strutture abitabili e le narrazioni di Petrit Halilaj e Alvaro Urbano. Per chi vuole approfondire ulteriormente l’argomento, si consiglia la lettura di Superstudio. La vita segreta del monumento continuo, curato da Gabriele Mastrigli e pubblicato da Quodlibet.

Super Superstudio. Arte e architettura radicale
A cura di Andreas Angelidakis, Vittorio Pizzigoni, Valter Scelsi
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
11 ottobre 2015 – 6 gennaio 2016

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Super Superstudio PAC, Milano.

Pae White, C≈K¥◊CH∆RMS‡, 2014. Courtesy: Pae White e/and Kaufmann Repetto.

Pae White, <L3U~.>C≈K¥◊CH∆RMS‡, 2014. Courtesy: Pae White e Kaufmann Repetto.

Alexandra Bachzetsis, From A to B Via C, 2014. Courtesy: Alexandra Bachzetsis, Meyer Riegger e Kurimanzutto.

Alexandra Bachzetsis, From A to B Via C, 2014. Courtesy: Alexandra Bachzetsis, Meyer Riegger e Kurimanzutto.

Angelo Plessas, Eternal Internet Brother/Sisterhood, 2015. Courtesy: Angelo Plessas e/and The Breeder, Athene.

Angelo Plessas, Eternal Internet Brother/Sisterhood, 2015. Courtesy: Angelo Plessas e The Breeder, Athene.

Rallou Panagiotou, Eyeliner (dramatic), 2013. Courtesy Rallou Panagiotou e Ibid.

Rallou Panagiotou, Eyeliner (dramatic), 2013. Courtesy Rallou Panagiotou e Ibid.

Ro - Lu, Surface on Which Your Setting And Sitting Will Be Uncertain, 2014. Courtesy: RO/LU (Matt Olsen + Mike Brady) con/with Various Projects per Patrick Parrish Gallery.

Ro – Lu, Surface on Which Your Setting And Sitting Will Be Uncertain, 2014. Courtesy: RO/LU (Matt Olsen + Mike Brady) con Various Projects per Patrick Parrish Gallery.

Superstudio, Onos, 1968. Photo: Cristiano Toraldo di Francia. Archivio Giovannetti Collezioni.

Superstudio, Onos, 1968. Foto: Cristiano Toraldo di Francia. Archivio Giovannetti Collezioni.

Superstudio, Moglie di Lot, 1978. Photo: Cristiano Toraldo di Francia.

Superstudio, Moglie di Lot, 1978. Foto: Cristiano Toraldo di Francia.

Superstudio, Superarchitettura, 1967. Galleria del Comune di Modena. Photo: Giulio Boem.

Superstudio, Superarchitettura, 1967. Galleria del Comune di Modena. Foto: Giulio Boem. 


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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