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Salone del Mobile, Artek
Kaari Collection, Bouroullec

15 aprile 2015

Nel panorama delle nostre case, se la sedia è mobile, il tavolo è segno di stabilità e staticità. La stessa dicotomia vale anche in termini progettuali: sono pressoché infinite le varianti di forme, colori e materiali delle sedute, ma decisamente più ferme quelle dei tavoli. I fratelli Ronan & Erwan Bouroullec hanno così deciso di celebrare gli ottanta anni di attività di Artek, storica azienda finlandese fondata da Alvar Aalto, con un progetto che punta a innovare la tradizionale percezione dei piani di appoggio. Kaari è una collezione di tavoli che ruota attorno a un sistema di elementi rettangolari e circolari per scrivania, console a muro e mensole. Il punto di riconoscibilità della serie è nel sostegno: un arco (kaari in finlandese) in acciaio, che con la sua diagonale regge il piano di legno in maniera salda e leggera al tempo stesso. La ripetizione degli stessi elementi nelle strutture modulari crea un ritmo cadenzato e armonico che distingue Kaari dalla pesantezza di altri supporti. Il legno massello che caratterizza da sempre i prodotti di Artek si rinnova così grazie a quest’inserimento in acciaio che crea una suggestione estetica semplice ma decisa, funzionale ma di grande personalità. Dove: Salone del Mobile, Rho, Padiglione 20 / C08.

Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015. Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015.

Kaari, design di Ronan e Erwan Bouroullec per ARTEK, 2015.

Courtesy: Studio Bouroullec e/and Artek.


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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