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Marcel Wanders
Chaise Longue, Louis Vuitton

8 settembre 2016

Da quattro anni Louis Vuitton coinvolge creativi capaci di coniugare il prestigio del brand al design contemporaneo per arricchire Objets Nomades, l’esclusiva collezione di accessori da viaggio da ordinare tramite il servizio Made to Order. Il progetto chiede di sperimentare nuove soluzioni formali su oggetti tradizionali, adattandoli a uno stile di vita nomade senza privarli di preziosità e originalità. Una sfida perfetta per Marcel Wanders, che all’ultimo Salone del Mobile, qualche mese fa, ha presentato la sua creazione per la linea della maison francese: Chaise Longue. Una seduta formalmente debitrice dell’iconica Tube Chair ideata da Joe Colombo nel 1969, ma rinnovata grazie all’utilizzo di nuovi materiali e all’adozione di uno stile più voluttuoso. Il modello di riferimento, figlio del Radical Design e della cultura pop, diventa così una raffinata “oasi per il relax”, come la chiama Wanders, un puzzle di tre moduli realizzati in fibra di carbonio, leggerissimi e molto resistenti, ricoperti in morbida pelle e rifiniti internamente in suede. Gli elementi si possono combinare per ottenere una chaise longue, una poltrona o un pouf, ma anche impilare per diventare trasportabili, fissati con le stesse cinghie che servono a creare le diverse sedute e che scorrono dentro guide che richiamano le iconiche valigie della tradizione Louis Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Marcel Wanders, Lounge Chair per Louis_Vuitton.

Tube Chair, Joe Colombo per Flexform, 1969-70.

Tube Chair, Joe Colombo per Flexform, 1969-70.

Marcel Wanders

Marcel Wanders


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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