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Kangeri Radiator
Satyendra Pakhalé

28 aprile 2014

Uno dei motivi che ha da sempre spinto l’uomo a biomorfizzare i suoi arredi è il bisogno istintivo di circondarsi di oggetti amichevoli. Un’antica visione animista che sopravvive anche nel sentimento delle cose quotidiane del panorama contemporaneo. Satyendra Pakhalé, designer di origini indiane con base ad Amsterdam, ha immaginato il radiatore del futuro come un piccolo compagno fedele e mobile. Non si tratta assolutamente, però, di un robot servente, quanto piuttosto di un caldo animale da compagnia che segue i nostri movimenti nello spazio abitabile. Il radiatore nomade Kangeri si dimostra estremamente innovativo: rompe la tradizionale stanzialità e fissità della tipologia da riscaldamento grazie a un corpo in alluminio su ruote, dotato di una maniglia integrata in legno che ne facilità lo spostamento, e alimentato elettricamente tramite filo estensibile. Questa soluzione così attenta al rinnovamento della forma si sposa perfettamente con le nuove necessità d’uso, anche in un’ottica sostenibile: Kangeri, infatti, irradia calore solo dove serve, vicino al suo utente-padrone, evitando inutili dispersioni in altre parti dell’abitazione e rendendo quasi obsoleto il condizionamento centralizzato. Quando è il caso di dire: gli manca solo la parola! Produzione: Tubes.

Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé Kangeri, design di Satyendra Pakhalé


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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