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Fuorisalone
Il design italiano oltre le crisi

12 Aprile 2014

Per qualche ragione, parlando di questa settima edizione del Triennale Design Museum viene spontaneo chiamare in causa quella curata da Alessandro Mendini nel 2010, forse la più bella ed eccitante, a cui questa di Beppe Finessi prova a rubare il podio. Anche Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione discende direttamente da una mente vorace, dotata di sorprendente erudizione e di un vocabolario di proposte immenso. Anche questa è una mostra che fotografa un lungo, continuo e luminoso interno nazionale, in cui le cesure di contesto tra le tre A del titolo quasi scompaiono. Rispetto al perturbante mendiniano, però, la mostra di Beppe Finessi non solo ha, ma è un’azione calmante, che inizia e termina con due stanze nodali scure, una tesi e un’ipotesi, una immensa e una piccolina: l’ingresso in cui sono raccolti “grandi” esempi trasversali, e quella finale dedicata alle nuove tecnologie. A pensarci, manca nel titolo un’altra A, appropriata a questa mostra, quella Autoanalitica. In fondo, il plurale “le crisi” include non solo le vicende pubbliche e politiche, ma anche quelle private e intime che il nostro design conosce bene. Grazie a Finessi, questo design ne esce apparentemente redento, in pace col passato e, in qualche caso, anche con la produzione canonica, che in molti dei pezzi in mostra testimonia l’italiana terza via all’aut-aut.

Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

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Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

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Triennale Design Museum 7

Triennale Design Museum 7

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