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Fuorisalone
Convivio Kitchen

11 aprile 2014

A tre anni dal disastroso Tsunami, il Giappone si mostra decisamente trasformato e non solo negli equilibri energetici e paesaggistici. All’ondata di devastazione ha fatto da controparte quella di solidarietà, risvegliando profondità umane e relazionali sopite. Il nuovo Giappone si riscopre nei valori più basilari e autentici, apprezzando, per esempio, il senso del convivio inteso come condivisione non solo del cibo, ma anche dello scambio che esso accompagna. Partendo da questa suggestione, Giulio Iacchetti ha progettato per l’azienda nipponica CleanUp una cucina che è una piccola grande rivoluzione, soprattutto per il paese del Sol Levante. Convivio Kitchen è concepita come un’isola che è insieme piano di lavoro, lavello e cappa, trasformabili all’occorrenza in tavolo per dieci posti. L’ispirazione è quella dei transformers, i robot giapponesi che hanno popolato l’infanzia dei ragazzini di ogni paese dagli anni Settanta a oggi. Riferimento enfatizzato anche dal comando su app che affianca quello manuale. Una movimentazione di grande effetto scenico con un’intelligente ricaduta sul piano delle prestazioni: l’altezza regolabile la rende adatta anche per coloro che vivono su sedia a rotelle. Un convivio per tutti, grandi e piccini, “un miracolo di elettronica, ma un cuore umano ha” (copyright Ufo Robot Goldrake). La cucina sarà visibile presso lo spazio Urushi, in corso Garibaldi 65.

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

Convivio Kitchen di Giulio Iacchetti per CleanUp

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Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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