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Design is a State of Mind
Martino Gamper

4 aprile 2014

Accade un fenomeno singolare quando un designer diviene curatore di una mostra: di solito più che affidarsi a una suggestione o sviscerare criticamente un argomento, egli si presenta attraverso una selezione, una playlist mirata che assume il significato di un manifesto programmatico. È già successo, tra gli altri, a Konstantin Grcic e a Giulio Iacchetti, ora tocca a Martino Gamper, designer tirolese di nascita con base a Londra. La prestigiosa Serpentine Gallery lo ha chiamato come curatore e lui, più che esporre il suo lavoro in esclusiva, ha scelto per Design is a State of Mind (in mostra a Londra fino al 21 aprile) un approccio teorico di grande disciplina. Il dispositivo che si presenta è quello del contenitore e del suo contenuto: librerie e scaffali di grandi autori riempite dagli oggetti che appartengono a collezioni personali o alle produzioni di altri grandi autori. Il cursore del tempo, per ognuno di loro, scorre rapido e lieve tra i decenni, mentre l’unico vincolo è quello dell’identità e della storia che gli oggetti sono in grado di veicolare. “Objects talk to us personally”, spiega il designer/curatore. “Some might be more functional than others, and the emotional attachment is very individual. This exhibition will showcase a very personal way of collecting and gathering objects – these are pieces that tell a tale”. Da Borsani ad Albini, da Ponti a Mari, da Perriand a Branzi, coinvolgendo anche “maestri” contemporanei quali Newson, Arad e molti altri, per arrivare a Lamb, Cappello e, ovviamente, allo stesso Gamper: le generazioni sono tutte rappresentate, ma lo sono soprattutto i personalissimi modi di costruire uno stato della mente attraverso gli oggetti.

Andrea Branzi, Wall Bookshelf, 2011. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Daniel Eatock. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Andrea Branzi, Wall Bookshelf, 2011. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Daniel Eatock. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Andrea Branzi, Gritti Bookcase, 1981. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Maki Suzuki. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Andrea Branzi, Gritti Bookcase, 1981. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Maki Suzuki. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Enzo Mari, The Intellectual Work, 2010. Paperweights and drawings. Courtesy of the artist and Tanya Leighton Gallery, Berlin. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Enzo Mari, The Intellectual Work, 2010. Paperweights and drawings. Courtesy of the artist and Tanya Leighton Gallery, Berlin. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Enzo Mari, The Intellectual Work, 2010. Paperweights and drawings. Courtesy of the artist and Tanya Leighton Gallery, Berlin. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Charlotte Perriand, Bibliothèque, 1952. Courtesy of Nilufar Gallery. Objects courtesy of Michael Marriott. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Vico Magistretti, Nuvola Rossa, 1977 – 2014. Courtesy of Cassina showroom, Brompton Road, Knightsbridge, London. Objects courtesy of Andrew Stafford. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Martino Gamper, Turnaround, 2011. Teak, coloured veneer, block board with maple edges. Courtesy: the artist and Nilufar Gallery. Objects courtesy of Ernst Gamperl. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Left to right: Campo Graffi, Bookcase, 1950s. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Bethan Wood.
Alvar Aalto, 112B Wall Shelf, 1936 / 1960’s. Courtesy: Artek. Objects courtesy of Fabien Capello. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Left to right: Ignazio Gardella, Bookcase, 1970. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Mats Theselius.
Andrea Branzi, Wall Bookshelf, 2011. Courtesy of Nilufar Gallery. Objects courtesy of Daniel Eatock.
Osvaldo Borsani, L 60, 1946. Courtesy: Nilufar Gallery. Objects courtesy of Rupert Blanchard
Michele De Lucchi, Montefeltro, 2008. Courtesy: Nilufar Gallery. Photo: © 2014 Hugo Glendinning

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Martino Gamper, Collective No. 5, 2008. Courtesy of Martino Gamper. Photo: © 2014 Hugo Glendinning.

Design is a State of Mind, di Martino Gamper, Serpentine Gallery.

Martino Gamper, 2014. Photo: © Angus Mill.


Domitilla Dardi

Indecisa tra la storia dell’arte e quella dell’architettura, incontra alla fine del secolo scorso il design e da allora non lo molla più. Ama avere a che fare con tutto ciò che prevede l’uso di ingredienti, la loro scelta, miscelazione, trasformazione: dalla scrittura alla cucina, dalla maglia al progetto, dai profumi ai colori. È curatore per il design al MAXXI e docente di Storia del Design allo IED.


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