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Matteo Cibic
Le torri iridescenti di TIM

16 febbraio 2016

Da simbolo del degrado della città di Roma sono diventate il segno del suo riscatto. Le tre torri ideate da Cesare Ligini all’Eur alla fine degli anni Cinquanta, per lungo tempo sede del Ministero delle Finanze, abbandonate in stato di smantellamento dal 2007, hanno iniziato un percorso di rigenerazione grazie a TIM, che ne farà il proprio quartier generale con un progetto affidato allo studio di architettura UNO-A, aggiudicatosi l’incarico a seguito di una gara riservata a progettisti italiani under 40. Un’operazione importante di riqualificazione urbana che il gruppo di telecomunicazioni ha deciso di annunciare in modo forte e suggestivo, con un’installazione curata da Caroline Corbetta per l’agenzia Havas Worldwide e affidata a Matteo Cibic, designer-artista che ama rendere speciale il quotidiano. Da un mese, e per tutta la durata del cantiere, le torri TIM sono rivestite da speciali teli iridescenti che accendono i riflettori sul cambiamento in atto. L’intervento riguarda una vasta area verticale suddivisa in macro-pixel di differenti gradazioni di argento e azzurro. Il design dell’opera da un lato assolve al compito di smaterializzare la fisicità dell’oggetto architettonico, evocando l’impercettibilità della dimensione digitale, e dall’altro mette le torri in profonda sintonia con la città, con il suo respiro, perché la superficie cambia al passaggio di persone e mezzi di trasporto, con il variare della luce durante la giornata e il mutamento delle condizioni atmosferiche. Il risultato è una sorta di specchio magico che racconta il modo contemporaneo di essere nel mondo, così segnato da una rete invisibile di collegamenti e connessioni che fa sentire tutto (e tutti) a portata di mano. Una scelta quanto mai appropriata per rappresentare un grande brand di telecomunicazioni sempre più focalizzato sui servizi di connettività. Di notte, sulle pareti dei tre edifici campeggiano le tre lettere di TIM, realizzate con Led che pulsano a intermittenza. Un bel contrappasso per quelle che venivano chiamate con triste ironia Beirut, richiamando le demolizioni della guerra civile libanese. Quasi spiace pensare al momento in cui le torri si priveranno di questo vestito luminoso, nei prossimi mesi. Ci si può consolare però pensando che si potranno ammirare di nuovo nella loro bellezza razionalista, riqualificata in linea con le più moderne tendenze dell’architettura bioclimatica (avranno la certificazione LEED) per accogliere 5.000 persone.

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Le torri iridescenti di TIM

Matteo Cibic - TIM’s Iridescent Towers

Le torri iridescenti di TIM, schizzo.

Le torri iridescenti di TIM, schizzo.


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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