Jasper Morrison
A Book of Things

25 novembre 2015

Chi conosce Jasper Morrison sa che misura le parole e che ha un approccio pragmatico e funzionalista. Può quindi immaginare cosa aspettarsi dal suo ultimo libro A Book of Things – proseguimento ideale di Everything but the Walls (2002), sempre edito da Lars Müller Publishers – presentato in anteprima allo showroom Flos durante l’ultimo Salone del Mobile di Milano, e virtualmente completato dalla mostra Thingness al complesso di Le Grand-Hornu, in Belgio (terminata lo scorso settembre). Ogni dettaglio di questo elegante ma semplice volume rilegato in tela parla del designer inglese: dal formato al disegno del bicchiere in copertina (è il primo prodotto di cui si parla, simbolo del suo modo di progettare); dalla decisione di dare grande spazio alle immagini e lasciare a brevi testi scritti in prima persona il compito di raccontare la storia degli oggetti, fino alla scelta di non far scrivere un saggio introduttivo a un critico che interpreti il suo lavoro (includendo però tra le pagine una lunga intervista fatta per Inventario 08 da Marco Romanelli, che lo aveva pubblicato per primo su Domus nel 1987). Morrison segue la realizzazione dei propri progetti fino in fondo, in ogni dettaglio. I libri non fanno eccezione, come del resto neppure le mostre: ha curato personalmente l’allestimento di quella belga (che il prossimo febbraio arriverà a Zurigo, al Museum für Gestaltung), di cui firma anche i testi descrittivi e i saggi sul design. A Book of Things è molte cose: un catalogo ragionato, una selezione di storie di oggetti, il racconto di un processo creativo, una raccolta di aneddoti autobiografici. Le parole chiave ricorrenti sono: archetipo, comfort, funzionale, efficiente, senza pretese, economico. Nelle sue 300 pagine Morrison spiega generosamente il suo modo di essere designer, di vivere, di pensare. E svela senza remore le sue fonti di ispirazione, perché il segreto di un buon progetto non sta nella forma ma nel design, ovvero nella capacità di mettere l’estetica al servizio di un’idea. Non a caso, il titolo di uno dei primi scritti di Jasper Morrison è The unimportance of form (1991).

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Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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