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Emiliano Ponzi

9 gennaio 2013

Emiliano Ponzi nasce a Reggio Emilia nel 1978. Ventenne, si trasferisce a Milano dove vive tuttora. Le sue illustrazioni compaiono su magazine, pubblicità, libri, quotidiani e animazioni. Tra i suoi clienti: The New York Times, Le Monde, The New Yorker, The Economist, Newsweek, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Penguin Books, Saatchi&Saatchi, Feltrinelli, Mondadori, Triennale Design Museum. Ha ricevuto varie onorificenze, tra cui il Young Guns Award dall’Art Directors Club di New York, medaglie al merito dalla Society of Illustrators di New York e Los Angeles, e da 3×3 Magazine ProShow. Premi di eccellenza da HOW Design, Communication Arts e American Illustration.

La canzone che non ti stanchi mai di ascoltare.

You Can’t Always Get What You Want dei Rolling Stones.

Il film che non ti stanchi mai di vedere.

Io e Annie di Woody Allen.

Il libro che ti ha fatto perdere la testa.

Aspetta primavera, Bandini di John Fante.

L’oggetto a cui sei più legato.

La mia scrivania.

Il tuo luogo prediletto.

Lo studio.

Un film di culto che non sopporti.

Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise.

Un classico della letteratura che non sopporti.

Delitto e castigo di Dostoevskij.

L’automobile più bella mai realizzata.

Le station wagon americane anni Ottanta con le fasce laterali color legno, emblema del family man.

Il giro del mondo in tre tappe.

San Francisco, Singapore, Colmar.

Un artista contemporaneo che ha un futuro assicurato nella storia dell’arte.

Robert Wilson.

Un progettista a cui affidare la costruzione di un luogo fantastico.

Le Corbusier.

Uno stilista per una sfilata epocale.

Christian Dior.

Un artista che ritieni sopravvalutato.

Non basterebbe lo spazio.

Uno stilista che ritieni sopravvalutato.

Non è il mio campo, mi appello al Vangelo: non giudicare e non sarai giudicato.

Un architetto o designer che ritieni sopravvalutato.

Uno che ha fatto un sacco di ponti tutti uguali…

Una persona elegante.

George Peppard in Colazione da Tiffany.

Una persona inelegante.

Chi parla in modo sboccato.

A chi consigli di cambiare mestiere?

A tutti, almeno una volta nella vita.

Hai la pessima abitudine di?

Fumare.

Di cosa vorresti abusare?

Xanax.

A cosa non puoi rinunciare?

Al caffè.

Vorresti essere un campione di?

Scherma, da piccolo ero bravo.

L’hotel e il ristorante che stanno in cima alla tua classifica personale.

The Standard Hotel a New York, splendidamente vouyeristico. Volver di Torino, la migliore carne argentina di sempre.

La più grande invenzione di tutti i tempi.

Internet.

Il personaggio storico a cui sei più grato.

Marco Aurelio.

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Le Monde 3 Feb 2012

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new york times book april2011

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Boston Globe magazine October 30-2011

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Random House Monte Christo

Repubblica 3 settembre 2011

New Yorker 25 June 2012

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Emanuela Carelli

Fa funzionare Klat, dopo averlo fondato insieme a Paolo. Ha due figli, è graphic designer, ama le sperimentazioni culinarie ed è ragionevolmente certa di una cosa: è la creatività a far girare il mondo.


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