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Rifugio LEAPrus 3912

17 Dicembre 2013

Un piccolo capolavoro di ingegneria: è LEAPrus 3912, il rifugio d’alta quota progettato e costruito dallo studio torinese LEAPfactory sul versante meridionale dell’Elbrus, nel Caucaso, a 4.000 metri di altezza. Gestito dal North Caucasus Mountain Club, il complesso ha 49 letti, un’area cucina-soggiorno in comune, bagni e alloggi per il personale, ed è formato da moduli prefabbricati costruiti in Italia, trasportati e assemblati in loco. Gli involucri di resina e fibra di vetro ad alte prestazioni garantiscono grande resistenza meccanica con un peso contenuto. Le condizioni ambientali, molto difficili, hanno posto grossi vincoli al progetto, già in fase di cantiere. La struttura è autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie a un impianto ibrido autonomo integrato con un parco di accumulatori al sodio, un sistema di ricircolo dell’aria con recupero termico, l’illuminazione a Led, il riscaldamento a pavimento adatto alle bassissime temperature esterne e una tecnologia per la fusione della neve da cui recuperare l’acqua. Il funzionamento è telecontrollato, anche via satellite. Infine, per abbattere l’inquinamento causato dai reflui organici, è stato utilizzato uno speciale filtro depuratore, adatto per i climi molto freddi.

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Roberta Mutti

Sta a cavallo fra l’Italia, il Belgio e il Sud Est Asiatico, e a volte cade. A chi le chiede di cosa si occupa, risponde: faccio cose, vedo gente. Scrive di “mobiletti” da vent’anni e non si è ancora stancata, nonostante tutto. Tempo libero non ne ha, e nemmeno le interessa. Le basta non dover andare nello stesso ufficio tutti i giorni. Frequenta persone improbabili, e collabora a Klat per questo.


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