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Fazenda Vargem Grande
Roberto Burle Marx

11 Novembre 2015

Dal lungomare di Copacabana ai giardini delle sedi ministeriali di Brasilia, dal Flamengo Park di Rio de Janeiro al Parque del Este a Caracas, Roberto Burle Marx è colui che ha dato vita a un linguaggio internazionale nel campo dell’architettura del paesaggio. Negli anni in cui il Brasile era alla ricerca di una propria identità, imperava il gusto dell’esotico e l’Europa era il primo punto di riferimento, Burle Marx ha saputo innovare il ruolo del paesaggista nella sua duplice dimensione, etica e estetica, e promuovere una cultura dal forte carattere ecologico in difesa della natura locale. I suoi lavori sono il prodotto di un solido approccio artistico e di assimilazione, là dove ciò che trovava, dalla topografia alle specie autoctone, diventava elemento integrante dei suoi giardini dal disegno perfetto e tuttora contemporaneo. Burle Marx amava giocare con questi elementi e Vargem Grande, posta alle pendici della Serra da Bocaina in Brasile, ne è uno degli esempi meno conosciuti per quanto di grandissimo valore. Sono stati necessari diversi anni per arrivare a quella sottile perfezione ciclica, e quindi naturale, che caratterizza il giardino della fazenda (datata 1837), realizzato insieme al caro amico Clemente Fagundes Gomes, proprietario della tenuta. Nel 1973 sono stati avviati i lavori di recupero e ampliamento della fattoria, così attenti al preesistente che oggi è quasi impossibile accorgersi del nuovo volume. Gli interni sono stati pensati nel rispetto della stratificazione temporale, e di recente hanno conosciuto un ulteriore processo di modernizzazione. Ma il vero cuore pulsante della tenuta è il giardino: cinque giochi d’acqua, diciannove cascate, due piscine, sculture in pietra che contengono collezioni di bromeliacee e agavi, il tutto disposto su tre differenti livelli. Le piante sono sia autoctone sia provenienti da altri paesi, così com’è la cultura brasiliana, capace di accogliere influenze da tutto il mondo. Ogni parte rivela un insieme in continuo movimento, dove si può percepire il passaggio delle diverse stagioni. Oggi la tenuta di Vargem Grande si è trasformata in una guest house dai raffinati mescolamenti di stili, che riportano alla memoria la lunga storia del luogo. Qui Isabel, Malu e Ana, le figlie di Clemente Fagundes Gomes, ospitano studenti di architettura, paesaggisti, botanici, fotografi, in un ambiente che conserva la dimensione elegante e domestica di una casa colonica. All’interno gli arredi variano per forme e datazione, quelli più recenti sono stati progettati e realizzati dallo stesso Clemente Gomes, e fanno bella mostra nelle stanze principali, insieme ai disegni e all’arazzo di Burle Marx.

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Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.

Photo: Filippo Bamberghi.

Foto: Filippo Bamberghi.



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