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Serapian Milano. Essere unici

9 settembre 2014

La sua vita sembra la trama di un film: armeno di nascita, Stefano Serapian arriva a Milano negli anni Venti e inizia a lavorare come apprendista pasticciere. Il caso lo porta a prendere alloggio presso due artigiane della pelle: qui, inizia a cucire portafogli a forma di animali e a venderli per le strade del centro. Le sue creazioni vanno a ruba e così decide di estendere il commercio in altre città: è proprio durante uno dei suoi viaggi a Montecatini che Serapian incontra la futura moglie Gina (a cui dedicherà una borsa iconica, la Gina Bag, appunto). Il resto è la storia di un’impresa di successo, destinata a fare il giro del mondo a fianco di star come Audrey Hepburn o Ingrid Bergman. Ora il bel libro Serapian Milano. Essere unici, curato da Aldo Colonetti, ne ripercorre le tappe, attraverso schizzi e disegni, forbici e schedari impolverati. Sullo sfondo c’è la Milano industriale degli anni Cinquanta, il fascino del cinema, l’arte, la grafica, il design. Una parabola illuminante sull’istinto per la creatività. Pubblicato da Editrice Compositori.

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Anna Lagorio

Giornalista, ama i pensieri bizzarri e le storie luminose, e ne scrive su diverse testate, fra cui D La repubblica delle donneWired e il domenicale del Sole 24 Ore. In passato, si è occupata di progetti di arte contemporanea per bambini. Nel tempo libero fa yoga, suona la fisarmonica e va al parco con la sua bambina.


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