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Social (Media) Marketing Territoriale. Alternativo, non sostitutivo

18 Marzo 2013

Can’t Forget It {aly} ha una mission: raccontare l’Italia con linguaggi “alternativi-non-sostitutivi” e farne venir voglia matta (voglia di Italia) a qualcuno che vive nell’Iowa piuttosto che a Brisbane, piuttosto che a Cecina o a Roccamonfina.

Posto che il territorio italiano (insieme al cibo e alla gente) resta la risorsa più spendibile (e inesauribile) per l’internazionalizzazione del Paese e la sua crescita, c’è una domanda inevasa: come può un governo locale – regionale, provinciale o comunale – promuovere il proprio territorio ai fini turistici, in un momento critico come questo, e farlo soprattutto con mezzi nuovi, leggeri, che arrivino facilmente alla gente? Le “vecchie” modalità di informazione/diffusione non ispirano più credibilità, non danno più risultati (laddove non abbiano sprecato denaro) e le nuove strategie di comunicazione sono tutte al varo, alla sperimentazione (in tema di sostenibilità di mezzi e finanze, oltre che di contenuti).

La comunicazione digitale di un territorio con il marketing turistico 2.0 diventa un aspetto imprescindibile per il turismo, in un momento in cui le informazioni vengono reperite online e il sogno del viaggio si nutre di suggerimenti che necessariamente richiediamo arrivino pier-to-pier, da utente a utente nostro pari.

Can’t Forget It {aly} con il progetto Digital Diary, risponde a quella domanda con semplicità disarmante, con una trovata “candida” pari al pensiero di un bambino. E ne porta la stessa, inconsapevole, bellezza. Un gruppo di giovani videomaker di età inferiore ai trentacinque anni e provenienza prevalentemente internazionale, vengono invitati a vivere una settimana di full immersion in un luogo e a raccontarlo attraverso il loro personale sguardo in un video di pochissimi minuti.

DIGITAL DIARY

È una forma di storytelling in cui i contenuti sono estremamente ricercati, originali, e si caratterizzano per la qualità delle fonti dirette, la quantità dei materiali e la rapidità di fruizione del formato finale. Uno storytelling che approda a un racconto spontaneo e autentico attraverso la costruzione estremamente rigorosa, tecnica, di metodo e strategie di comunicazione.

Progetto Digital Diary

Can’t Forget It {aly} si propone come nuovo link nella interazione tra le Pubbliche Amministrazioni e la gente – cittadini della comunità locale e globale – per veicolare contenuti importanti.

Lo storytelling è costruito ad hoc attraverso la gestione strategica dei canali di comunicazione integrata in piattaforma web 2.0 (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, YouTube, blog e siti dedicati). Una piccola rivoluzione fatta di partecipazione (iper)connessa e senza intermediari, che si ispira al Social (Media) Marketing e lo applica alla promozione territoriale. Una piccola rivoluzione ad “uso” delle PA, “consumo” della gente nel mondo, e vantaggio assoluto, in visibilità e valorizzazione, del territorio, del turismo e delle identità locali.

Progetto Digital Diary

Can’t Forget It {aly} è low cost: è un progetto fattibile. Se le risorse pubbliche ordinarie sono scarse (e le risorse per l’innovazione assenti), l’idea vincente risiede in buona parte nel taglio intelligente della spesa. Le difficoltà – si sa – aumentano la creatività e low cost qui non è sinonimo di prodotto di scarsa qualità, difettato o da outlet, ma parametro di un cambio radicale della filiera di produzione, nel processo – creativo – di costruzione dei contenuti. Low cost significa mirare a una qualità alta dei significati e abbattere le voci di spesa su mezzi e attività non più necessari: non c’è costo di produzione, né di tipografia, né di autorizzazioni governativo-istituzionali.

Progetto Digital Diary

Il progetto nasce da una profonda competenza e conoscenza tecnico/creativa dei mezzi digitali e delle potenzialità che questi offrono nella diffusione virale di un messaggio, a livello globale. La diffusione è istantanea, l’audience si allarga a enormi bacini di utenza e soprattutto coinvolge la platea dilagante dei nuovi utenti nativi digitali, i veri destinatari della comunicazione del futuro, naturalmente disincantati, se non apertamente ostili verso tutti i messaggi commerciali. È la comunità digitale stessa che veicola il prodotto e nel farlo lo promuove (o lo distrugge), lo valuta, lo condivide universalmente.

Progetto Digital Diary

La carta vincente di Digital Diary è lo sguardo puro sulle cose. È il racconto, emozionale e non condizionato, di esperienze vissute in prima persona, da chi scopre per la prima volta dei luoghi e ne esprime l’impressione d’impatto, “a caldo”, quella che di solito conserviamo in maniera inconsapevole, nei ricordi dei nostri viaggi.

Can’t Forget It {aly} parla inglese: lo sguardo “puro” garantisce spontaneità (e bellezza) al messaggio ed è capace di guardare il nostro bel paese senza filtri negativi o condizionamenti localistici, captando elementi che spesso sfuggono a chi in un luogo ci vive, a uno sguardo “abituato” a un territorio.

Progetto Digital Diary

Il Diario Digitale mette al centro della comunicazione il territorio, ma anche le persone, e punta sulla genuinità delle esperienze, ultima vera molla che spinge a viaggiare, anche in un momento di grave crisi economica.
Protagonisti e comparse dei video, sono gli stessi operatori-artisti, ripresi insieme alla gente comune e alle famiglie del posto. Le troupe non girano con luci e attrezzature filmiche, non montano set cinematografici, ma usano macchine hand-held per entrare dentro l’esperienza e renderne immediatezza e verità in real time, in maniera non invasiva. Gli artisti ricevono fiducia cieca e libertà totale nel racconto: libertà di creare, scegliere soggetti, ambientazioni e musiche anche inedite. Un provocatorio sigillo di “copyleft” sollecita la libera condivisione di contenuti nella rete, di tutto ciò che è vissuto, visto e ripreso, durante e dopo l’esperienza dei sette giorni.

Progetto Digital Diary

Digital Diary ha effetti benefici anche sulle comunità locali, oltre a diffondersi viralmente in rete. Alla sua 3° edizione dimostra come sia possibile utilizzare un linguaggio visivo alternativo per aggiornare metodi di comunicazione della Pubblica Amministazione che non riescono più a interagire in maniera diretta, semplice, con i cittadini – anzi creano distanze.

Progetto Digital Diary
I sette giorni di Digital Diary in Basilicata, Friuli Venezia Giulia o Trentino sono stati vissuti ogni volta come un evento dalle comunità locali. Durante le riprese, come alle presentazioni dei lavori conclusi, le persone ci si riconoscono, poi si rivedono, si piacciono, se ne parla in giro e scatta la condivisione, si riscoprono identità che non si sapeva di possedere.

Progetto Digital Diary

Un Nuovo Cinema Paradiso digitale. Un modo nuovo di dialogare tra PA e cittadini, di una Regione e del mondo. Sull’emozione di un attimo, sulle risa che scoppiano spontanee, sull’adrenalina che corre alle prime visioni dei lavori, si costruisce un contatto nuovo, informale, tra la comunità e chi l’amministra.
Quando il percorso per approdarvi è fatto con Cultura, c’è aria di crescita sociale, sana (non commercializzabile).

Progetto Digital Diary



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