Paul Strand
V&A Museum, Londra

2 maggio 2016

Nella storia della fotografia non sono molte le immagini che fanno riflettere sul senso ultimo di uno scatto. Una di queste, del 1916, ritrae da vicino una donna cieca, a New York, con un cartello al collo che definisce il suo status di non vedente. È di Paul Strand, fotografo americano allora ventiseienne e vicino al giro dei Pittorialisti della rivista Camera Work, che nel 1917 pubblicherà l’immagine certificando la brusca irruzione della realtà nello spazio della rappresentazione artistica, e l’inizio del modernismo. Per tutta la sua vita, Strand ridefinirà i canoni della fotografia novecentesca, mostrando un presente carico di storia, di connotazioni politiche, senza mai perdere di vista il desiderio di raccontare e dare un volto alla società. Strategico senza scadere nell’artificio, Strand applicava spesso una finta lente alla macchina in modo da garantirsi maggiore libertà d’azione: per i ritratti messicani degli anni Trenta, inserì addirittura un prisma nella sua Graflex. Nel 1945 il Museum of Modern Art di New York organizzò una grande esposizione del suo lavoro, poco più tardi uscì il suo primo libro, Time in New England, in cui si vedono chiese, casette, quaccheri, puritani e pure due anarchici, gli italiani Sacco e Vanzetti. Stella polare dei fotografi e registi neorealisti nel secondo dopoguerra, Strand viene a mancare nel 1976, ed è in questo quarantesimo anniversario dalla sua morte che il museo Victoria and Albert di Londra torna a esporre il suo lavoro dopo oltre trent’anni dall’ultima mostra. Il progetto, realizzato con il Philadelphia Museum of Art e la Fundación MAPFRE, riunisce 200 oggetti tra stampe vintage, libri, schizzi, film (un’occasione per vedere Manhatta, 1921), e riafferma una volta per tutte che la realtà non inquina l’arte, semmai l’arricchisce.

Paul Strand: Photography and Film for the 20th Century
A cura di Martin Barnes
Victoria & Albert Museum, Londra
19 marzo – 3 luglio

Paul Strand, Young Boy, Gondeville, Charente, France, 1951.

Paul Strand, Young Boy, Gondeville, Charente, France, 1951. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Milly, John and Jean MacLellan, South Uist, Hebrides, 1954. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Milly, John and Jean MacLellan, South Uist, Hebrides, 1954. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, New Mexico 1930. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, New Mexico, 1930. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Wall Street, New York, 1915. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Wall Street, New York, 1915. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, White Fence, Port Kent, New York, 1916. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, White Fence, Port Kent, New York, 1916. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Rebecca, New York, 1921. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Rebecca, New York, 1921. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Couple, Rucăr, Romania, 1967. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Couple, Rucăr, Romania, 1967. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Driveway, Orgeval, 1957. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Driveway, Orgeval, 1957. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Blind Woman, New York, 1916. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.

Paul Strand, Blind Woman, New York, 1916. © Paul Strand Archive, Aperture Foundation.


Sara Dolfi Agostini

Curatrice e giornalista, vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma spesso cambia rotta per visitare musei, biennali e studi d’artista. Specializzata in arte contemporanea e fotografia, ha co-curato il progetto di arte pubblica ArtLine Milano e scritto il libro Collezionare Fotografia (2010, con Denis Curti). Collabora con Il Sole 24 Ore dal 2008.


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