Give Me Yesterday
Osservatorio Prada, Milano

9 febbraio 2017

La Fondazione Prada ha chiuso il 2016 con l’apertura di Osservatorio, nuovo spazio espositivo dedicato ai linguaggi visivi. La sede è la galleria Vittorio Emanuele II, a Milano: 800 mq di superficie su due piani affacciati sulla cupola in ferro e vetro progettata da Giuseppe Mengoni negli anni Sessanta dell’Ottocento. A inaugurare la programmazione è la mostra collettiva Give Me Yesterday, a cura di Francesco Zanot, che esplora tendenze, utilizzi ed espressioni della fotografia intesa come forma di diario personale, in un lasso di tempo che va dai primi anni Duemila a oggi, raccogliendo oltre 50 opere di 14 artisti, di origine geografica ed età molto differenti. Il percorso si articola secondo tematiche consecutive in termini cronologici e progettuali. Il piano inferiore introduce quel nuovo modo di concepire la fotografia diaristica (affermatasi nei decenni precedenti attraverso autori come Larry Clark, Nan Goldin e Wolfgang Tillmans) che ha caratterizzato i primi anni Duemila, evidenziando il graduale passaggio dallo snapshot alla posa: dalle iconiche immagini di Ryan McGinley (New Jersey, 1977) ai ritratti fatti da Leigh Ledare (Seattle, 1976) alla madre, dagli scatti del primo photoblogger cinese Wen Ling (Pechino, 1976) ai lavori, anch’essi incentrati sulla figura della madre, ma nella logica del ready-made, di Maurice van Es (Rijnsburg, 1984) e di Vendula Knopovà (Repubblica Ceca, 1987). Al piano superiore, la spontaneità delle opere della prima sezione si sottopone a una precisa struttura concettuale, spesso di carattere performativo: dalle serie di matrice tipologica di Irene Fenara (Bologna, 1990), Joanna Piotrowska (Varsavia, 1985) e Antonio Rovaldi (Parma, 1975), alle rivisitazioni di fotografie d’archivio di Lebohang Kganye (Johannesburg, 1990) e Greg Reynolds (Kentucky, 1958), fino alle distorsioni digitali di Kenta Cobayashi (Kanagawa, 1992). Immancabile un’ampia sezione dedicata all’autoritratto, elemento chiave nel dibattito attorno ai social network, in cui spiccano i lavori di Melanie Bonajo (Heerlen, 1978), che dal 2001 al 2011 si è fotografata ogni volta che ha pianto, e Izumi Miyazaki (Tokyo, 1994), i cui surreali fotoritocchi hanno suscitato enorme interesse su Tumblr. Attraverso l’eterogeneità delle proposte, Francesco Zanot può affermare che “il diario spontaneo e naturale, paradossalmente, non è più credibile. La verosimiglianza, oggi, dipende dall’adozione di codici condivisi e diffusi collettivamente”. E lo studio di questi codici è la premessa e l’obiettivo del nuovo Osservatorio. Give Me Yesterday si può visitare fino al 12 marzo 2017 con un biglietto unico che consente di accedere, nell’arco di una settimana, anche alle mostre proposte negli spazi dell’ex distilleria di Largo Isarco.

Give Me Yesterday
A cura di Francesco Zanot
Fondazione Prada, Osservatorio, Milano
21 dicembre 2016 – 12 marzo 2017

Da sinistra a destra: Tomé Duarte, Camera Woman, 2015; Izumi Miyazaki, Izumimiyazaki.tumblr.com, 2016; Melanie Bonajo, Thank You for Hurting Me I Really Needed It, 2008-2016.

Da sinistra a destra: Tomé Duarte, Camera Woman, 2015; Izumi Miyazaki, Izumimiyazaki.tumblr.com, 2016; Melanie Bonajo, Thank You for Hurting Me I Really Needed It, 2008-2016. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Joanna Piotrowska, XXI Frowst, 2013-2014; Irene Fenara, Ho preso le distanze, 2013; Tomé Duarte, Camera Woman, 2015.

Da sinistra a destra: Joanna Piotrowska, XXI Frowst, 2013-2014; Irene Fenara, Ho preso le distanze, 2013; Tomé Duarte, Camera Woman, 2015. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Ryan McGinley, Dakota (Hair), 2004.

Ryan McGinley, Dakota (Hair), 2004. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Jake (Floor), 2004; Tim Falling, 2003; Dakota (Hair), 2004.

Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Jake (Floor), 2004; Tim Falling, 2003; Dakota (Hair), 2004. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Maurice van Es, Ryan McGinley, Wen Ling, Leigh Ledare.

Da sinistra a destra: Maurice van Es, Ryan McGinley, Wen Ling, Leigh Ledare. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Leigh Ledare, Mom As Baby Jane, 2004; Vendula Knopová, Tutorial, 2015; Maurice van Es, To Me You Are a Work of Art, 2011.

Da sinistra a destra: Leigh Ledare, Mom As Baby Jane, 2004; Vendula Knopová, Tutorial, 2015; Maurice van Es, To Me You Are a Work of Art, 2011. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Wen Ling, Leigh Ledare.

Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Wen Ling, Leigh Ledare. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

A sinistra: Ryan McGinley, Gloria, 2003.

A sinistra: Ryan McGinley, Gloria, 2003. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Joanna Piotrowska, Kenta Cobayashi.

Da sinistra a destra: Joanna Piotrowska, Kenta Cobayashi. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia (dalla serie), 2011-2015.

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia (dalla serie), 2011-2015. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Da sinistra a destra: Kenta Cobayashi, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Ryan McGinley.

Da sinistra a destra: Kenta Cobayashi, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Ryan McGinley. Foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti.

Irene Fenara, Ho preso le distanze, 2013. Courtesy: Irene Fenara.

Irene Fenara, Ho preso le distanze, 2013. Courtesy: Irene Fenara.

Ryan McGinley, Tim Falling, 2003. © Ryan McGinley. Courtesy: Team Gallery.

Ryan McGinley, Tim Falling, 2003. © Ryan McGinley. Courtesy: Team Gallery.

Joanna Piotrowska, XXXIII Frowst, 2013-2014. Courtesy: Joanna Piotrowska.

Joanna Piotrowska, XXXIII Frowst, 2013-2014. Courtesy: Joanna Piotrowska.

Kenta Cobayashi, Smoking (KENT), #smudge, 2016. © Kenta Cobayashi. Courtesy: G/P gallery.

Kenta Cobayashi, Smoking (KENT), #smudge, 2016. © Kenta Cobayashi. Courtesy: G/P gallery.

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia, 2011-2015. © Antonio Rovaldi; The Goma/Madrid; Galleria Michela Rizzo.

Antonio Rovaldi, Orizzonte in Italia, 2011-2015. © Antonio Rovaldi; The Goma/Madrid; Galleria Michela Rizzo.

Lebohang Kganye, Her-story: Ke dutse pela dipalesa II, 2013. © Lebohanf Kganye. Courtesy: AFRONOVA GALLERY.

Lebohang Kganye, Her-story: Ke dutse pela dipalesa II, 2013. © Lebohanf Kganye. Courtesy: AFRONOVA GALLERY.


Ilaria Speri

Vive a Milano da diversi anni, dove si occupa di fotografia e dintorni. Collabora a progetti espositivi ed editoriali, in particolare con il collettivo curatoriale Fantom. Insegna Storia della fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel frattempo fa ricerca, studia e scrive per mostre, libri e riviste.


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