Stavros Niarchos Foundation
Cultural Center, Renzo Piano

5 dicembre 2016

Quando la Fondazione dell’armatore greco Stavros Niarchos affidò a Renzo Piano il progetto del proprio centro culturale, la crisi economico-finanziaria che avrebbe sconvolto la Grecia e l’Europa intera era soltanto agli inizi. Nel 2008, la bella idea di riqualificare uno spazio semi-abbandonato nel quartiere di Kallithea, a pochi km dal centro di Atene, per poi donarlo allo Stato greco, non presentava ostacoli e criticità. Oltre alla Biblioteca Nazionale e al Teatro dell’Opera, sui 23 ettari del lotto si sarebbe anche creato un parco, un prezioso polmone verde in un’area densamente edificata. Ora che sono passati otto anni e che la Grecia di Tsipras sta ancora cercando di uscire dalla crisi, l’inaugurazione dello Stavros Niarchos Foundation Cultural Centre (SNFCC), avvenuta lo scorso giugno, dopo 40 mesi di lavoro, è stata accolta con sentimenti misti. Con tutte le plausibili riserve del caso, di fatto questa operazione si pone sulla scia di numerosi progetti che cercano di contribuire alla ripresa economica tramite la promozione culturale: la speranza è di produrre un “effetto Bilbao” ellenico. Lo SNFCC, nato con l’idea di sopperire a una mancanza pubblica, è un regalo che vale 596 milioni di euro, investiti per creare una biblioteca di 24.000 metri quadri in grado di ospitare 750.000 volumi, un teatro da 1.400 posti destinato al balletto e alle rappresentazioni operistiche più tradizionali, affiancato da uno sperimentale da 450 posti, e un parco pubblico di 170.000 metri quadrati. Il rapporto visivo e ambientale con l’acqua, che il sito aveva perso, è stato recuperato creando una collina artificiale nella parte meridionale dell’area: un tappeto verde disseminato di olivi, lavanda, rosmarino, timo e altre varietà autoctone le cui fragranze accompagnano il visitatore fino alla sommità dell’edificio, all’ottavo piano, da dove può godere di una vista a 360° sul mare aperto e sull’acropoli. Qui si trova una sala lettura tutta vetri nella quale, secondo Renzo Piano, leggere diventa “un’esperienza spirituale”. Questa teca si trova sotto a un’importante invenzione tecnologica: una sottile copertura in ferrocemento di 10.000 metri quadrati e 3.500 tonnellate di peso che sembra sospesa su trenta colonne d’acciaio di soli 30 centimetri di diametro. La superficie è ricoperta da 5.560 pannelli fotovoltaici che rendono il Centro indipendente dal punto di vista energetico. Il collegamento con l’acqua viene riproposto anche da un canale creato in direzione nord-sud lungo l’Esplanade, il principale asse pedonale del sito. È da qui che si arriva all’Agorà, uno spazio aperto definito dai grandi muri che sostengono il piano inclinato del parco. Archiviata la grande festa di presentazione al pubblico, ora si sta lavorando al trasferimento del controllo operativo e gestionale allo Stato greco per l’inaugurazione delle attività, che è stata annunciata per il 2017.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: © SNFCC.

Foto: Yiorgis Yerolymbos.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Mario Carrieri.

Foto: © Mario Carrieri.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: © SNFCC.

Foto: Yiorgis Yerolymbos.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: © SNFCC.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: © SNFCC.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: © Michel Denancé.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: © SNFCC.

Foto: Yiorgis Yerolymbos. Courtesy: SNFCC.

Foto: George Dimitrakopoulous. Courtesy: © SNFCC.

Foto: George Dimitrakopoulous. Courtesy: SNFCC.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Foto: Shunji Ishida. Courtesy: RPBW.

Schizzo. Courtesy: © RPBW.

Schizzo. Courtesy: RPBW.

Courtesy: © RPBW.

Courtesy: © RPBW.


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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