Nuova Porsche 911 Turbo
Primato inscalfibile

20 ottobre 2016

La nuova Porsche 911 Turbo, sul mercato da meno di un anno, è tutto ciò che si pretende oggi da una supercar, categoria a rischio di estinzione a cui è richiesto di garantire prestazioni estreme, massima abitabilità, confortevolezza, design esclusivo e facilità di utilizzo. Che in un certo senso è come aspettarsi la grazia di Nurejev da Usain Bolt. Tuttavia, rispetto agli organismi biologici, il genoma automobilistico può essere modificato con minore difficoltà e dato che dalle Galapagos di Darwin all’industria motoristica contemporanea la precondizione verso la sopravvivenza consiste sempre nella capacità di adattamento, la Porsche parte decisamente avvantaggiata. Pochi costruttori, infatti, possono vantare tanta dimestichezza con i processi evolutivi, che è invece una delle specialità della casa di Zuffenhausen. Lo dimostra la storia della 911, modello leggenda con cui tutte le super sportive devono misurarsi sin dal 1963. Il percorso trionfale della 911 coinvolge naturalmente anche la Turbo, lanciata nel 1975, esempio muscolare delle continue e incessanti modifiche tecniche che caratterizzano il marchio Porsche dagli albori. Tra i numerosi aggiornamenti, il recente passaggio dal motore aspirato a quello sovralimentato per tutta la serie 991.2 (ovvero l’ultima versione della 911), è sicuramente uno dei più epocali, in particolare per la Turbo, prima vettura di serie dotata di turbocompressore che si trova oggi a competere in casa con la GT3 RS, la più adatta per la guida su pista, e la Carrera S, capolavoro di equilibrio tra maneggevolezza, design e velocità. Il primato però rimane ben saldo, poiché la combinazione tra grip, potenza, accelerazione, sicurezza e comfort della 911 Turbo è unica al mondo. Il motore 3.8 litri boxer da 540 cavalli (che diventano 580 nella S), collegato perfettamente ai sette rapporti del cambio a doppia frizione PDK, assicura prestazioni superlative: da 0 a 100 in 3 secondi e una velocità massima superiore ai 320 km orari. Le quattro ruote motrici – tutte sterzanti – garantiscono una trazione monumentale e capacità dinamiche spesso più immediate dei processi di coordinazione occhio-mano. Inoltre, nel caso di asfalti scivolosi, la Turbo permette di frenare tardi e spalancare il gas a metà curva senza reazioni imprevedibili o scomposte grazie all’efficacia di una trazione integrale che proietta la coppia dove serve, senza precludere goderecci accenni di sovrasterzo. Il motore posteriore a sbalzo, poi, contribuisce a determinare quel feeling irripetibile che solo le 911 possono trasmettere, con l’aggiunta di una progressione inarrestabile a prescindere da marcia e velocità. Se pochi altri mezzi a quattro ruote possono competere in termini di accelerazione, altrettanto si può dire dell’agio con cui si affrontano le lunghe percorrenze. La Turbo è una eccezionale compagna di viaggio. L’abitacolo è ampio, ergonomicamente ineccepibile ed evidente risultato di profonde riflessioni. Infine, lo spazio per i bagagli è ai vertici della capienza tra le supercar e a velocità autostradali la sensazione è di essere al volante di una stupefacente Grand Tourer.

Nuova Porsche 911 Turbo

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Matteo Morichini

Giornalista, si occupa di motori, viaggi, sport e gastronomia. Scrive per la RepubblicaL’Huffington PostBlackbird e altre testate italiane e internazionali. È il fondatore di Ciao Checca – Slow Street Food, uno dei take-away più originali e apprezzati di Roma.


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