Le Corbusier
Centre Pompidou, Parigi

6 luglio 2015

Il cinquantenario della morte di Le Corbusier, architetto, urbanista, pittore, scultore, designer, grande genio multidisciplinare del XX secolo, ha provocato una febbrile attività espositiva in tutto il mondo (per farsene un’idea consigliamo questo sito). Tra le iniziative più ricche e interessanti, c’è indubbiamente la retrospettiva Le Corbusier. Mesures de l’homme aperta fino al 2 agosto al Centre Georges Pompidou di Parigi. La chiave di questa mostra, che la Francia dedica a uno dei suoi più noti figli adottivi (Corbu, nato in Svizzera a La Chaux-de-Fonds nel 1887, era naturalizzato francese), è l’importanza dell’uomo e delle proporzioni umane come elemento fondante del progetto e della composizione spaziale. Il viaggio nell’universo di Le Corbusier proposto dai curatori Frédéric Migayrou e Olivier Cinqualbre procede secondo una mappa ben precisa, e si organizza cronologicamente per sottolineare al meglio i passaggi decisivi dello sviluppo della sua nuova estetica. L’esposizione si apre con una stanza dedicata ai concetti di ritmo e di euritmia da lui approfonditi nella prima decade del Novecento sotto l’influenza della scuola di Hellerau, di Émile Jaques-Dalcroze, e degli studi con Peter Behrens. Si continua con la collaborazione per la rivista L’Esprit nouveau e le prime ville manifesto degli anni Venti (Villa Stein, Villa Savoye), per passare poi alle architetture e alla pittura degli anni Trenta – con lo studio del corpo umano – e ai primi arredi della serie L.C. Al centro della mostra non poteva mancare un’area dedicata al Modulor, il sistema di proporzioni basato sulla sezione aurea ideato nel 1944 e diventato fonte d’ispirazione per tutta l’architettura moderna, oltre che base progettuale per la sua Unité d’habitation. Inevitabile anche la conclusione del percorso espositivo, con l’espressione più simbolica del pensiero di Corbu: il Cabanon, ovvero lo spazio iper-minimalista costruito su una roccia accanto alla spiaggia di Roquebrune-Cap-Martin, dove morì nel 1965, durante uno dei suoi bagni mattutini.

Le Corbusier. Mesures de l’homme
Centre Pompidou
A cura di Frédéric Migayrou e Olivier Cinqualbre
Parigi
29 aprile > 3 agosto 2015

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Pavillon de l’Esprit Nouveau, Paris, 1925.

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Pavillon de l’Esprit Nouveau, Paris, 1925. © ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Maison Weissenhoff.

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Maison Weissenhoff. © ADAGP, Paris 2015. © Dr. Lossen & Co.

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Pavillon de l’Esprit Nouveau, Paris, 1925.

Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Pavillon de l’Esprit Nouveau, Paris, 1925. © ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Chapelle Notre-Dame-du-Haut, Ronchamp, 1955.

Le Corbusier, Chapelle Notre-Dame-du-Haut, Ronchamp, 1955. © Centre Pompidou / Dist. RMN-GP / B. Prévost. © ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Nature morte à la pile d’assiettes et au livre, 1920.

Le Corbusier, Nature morte à la pile d’assiettes et au livre, 1920. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Étude pour la cheminée, 1918.

Le Corbusier, Étude pour la cheminée, 1918. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Le bol rouge, 1919.

Le Corbusier, Le bol rouge, 1919. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Guitare verticale (1ère version), 1920.

Le Corbusier, Guitare verticale (1ère version), 1920. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Carnet E19, p.7 , 2 Avril 1952.

Le Corbusier, Carnet E19, p.7 , 2 Avril 1952. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Ubu IV, 1940 - 1944.

Le Corbusier, Ubu IV, 1940 – 1944. © Centre Pompidou / Dist. RMN-GP / Philippe Migeat. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Le Corbusier, Femme, 1953.

Le Corbusier, Femme, 1953. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

J. Ach, Empreinte du Modulor dans le béton, Unité d’habitation, Nantes, Rezé.

J. Ach, Empreinte du Modulor dans le béton, Unité d’habitation, Nantes, Rezé. © FLC, ADAGP, Paris 2015.

Rogi André, Le Corbusier, CA. 1937.

Rogi André, Le Corbusier, CA. 1937. © Centre Pompidou, G. Meguerditchian.


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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