Walid Raad
Preface / Prefazione

22 ottobre 2014

Walid Raad (1967) è nato e cresciuto in Libano negli anni della Guerra Civile, e da ragazzo pensava che in futuro avrebbe vestito i panni del corrispondente di guerra. Dopotutto, il conflitto era lì, fuori dalla porta di casa: impossibile evitarlo. Invece è diventato uno degli artisti contemporanei più immaginifici del Medio Oriente e il Madre Museo di Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli ha pensato bene di dedicargli una personale, anticipando il MoMA di New York, che sta lavorando alla sua retrospettiva per il 2015. La mostra a Napoli, come tutta la produzione di Raad, è una declinazione del tema del conflitto nella dimensione quotidiana, personale e collettiva dell’individuo. Il percorso si apre con Scratching on Things I Could Disavow (2007 – in corso), in cui Raad si e ci interroga sulla presunta neutralità politica e culturale dei musei, sollecitato dall’emergere della nuova scena artistica nel mondo arabo, con annesse polemiche sull’apertura di Louvre e Guggenheim ad Abu Dhabi. Al secondo piano, invece, ci accoglie con il suo progetto più dirompente, The Atlas Group (1989-2004): una raccolta di documenti fotografici, testuali e audiovisivi sulla guerra in Libano, dove niente è come sembra: la veridicità dei fatti, le implicazioni sociali, l’impatto su una storia che si sta costruendo adesso. Perché “vedere per credere” non basta più.

Walid Raad, Preface / Prefazione
MADRE Napoli
A cura di Alessandro Rabottini e Andrea Viliani
Napoli
11 ottobre 2014 > 19 gennaio 2015

Walid Raad, The Atlas Group (1989-2004). I might die before I get a rifle, Device II, 1989. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group, I might die before I get a rifle, Device II, 1989. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group (1989-2004). I might die before I get a rifle, TNT, 1989. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group, I might die before I get a rifle, TNT, 1989. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group, Let's Be Honest. The Weather Helped Switzerland, 1998-2006

Walid Raad, The Atlas Group, Let’s Be Honest. The Weather Helped Switzerland, 1998-2006. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group, Let's Be Honest. The Weather Helped USA, 1998-2006

Walid Raad, The Atlas Group, Let’s Be Honest. The Weather Helped USA, 1998-2006. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, The Atlas Group. The Bachar Polaroids, 2011.

Walid Raad, The Atlas Group, The Bachar Polaroids, 2011. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on Things, Prologue, 2012. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Prologue, 2012. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on Things, Preface to the Second Edition, 2012. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Preface to the Second Edition, 2012. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on Things, Preface to the Fifth Edition, 2012. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Preface to the Fifth Edition, 2012. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on Things, Preface to the Fifth Edition, 2012. Courtesy l’artista e Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Preface to the Fifth Edition, 2012. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Preface to the third edition (édition française), Plate III, 2013. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.

Walid Raad, Scratching on things I could disavow, Preface to the third edition (édition française), Plate III, 2013. Courtesy: Walid Raad e/and Galerie Sfeir-Semler, Beirut/Amburgo.


Sara Dolfi Agostini

Curatrice e giornalista, vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma spesso cambia rotta per visitare musei, biennali e studi d’artista. Specializzata in arte contemporanea e fotografia, è consulente scientifica della Triennale di Milano. Inoltre, ha co-curato il progetto di arte pubblica ArtLine Milano e scritto il libro Collezionare Fotografia (2010, con Denis Curti). Collabora con Il Sole 24 Ore dal 2008.


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