Magali Reus
Fondazione Sandretto, Torino

21 aprile 2016

Guardare ma non toccare, al limite toccare con gli occhi. La seduzione esercitata dalle opere di Magali Reus, in mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e da settembre allo Stedelijk Museum di Amsterdam, è la stessa che si prova quando si guardano scintillanti oggetti di design sullo schermo di un computer. Superfici immacolate rivestono forme familiari, in un repertorio che va da architetture tubolari a panchine, fino a moduli di contenitori tipo Ikea. A Torino l’artista di origini olandesi ha presentato due nuove serie: In Place of riunisce delle sculture a terra simili a bordi di marciapiedi, sottili membrane a più strati profanate da presenze domestiche quali crucce, tazze, utensili da cucina e frammenti di cibo. Reus le ha disperse in una grande stanza, come isole, aggiungendo dei muretti di cartongesso che condizionano sguardi e percorsi del visitatore. Leaves, invece, presenta dei lucchetti prodotti in una dimensione inusuale, spogliati del rivestimento che ne nasconde gli ingranaggi e fissati alle pareti. Tutto è finzione: marciapiedi e lucchetti sono costruiti in studio dall’artista a partire da tenui suggestioni cromatiche, e da un gusto per la sperimentazione materica che mostra in modo inequivocabile il loro status di repliche. Dettagli mancanti contribuiscono a privare ogni oggetto della funzionalità che appartiene al suo modello di riferimento, rafforzando la distanza percepita tra realtà e astrazione. In una società che ha ridotto l’umanità a interfaccia tra sistemi di comunicazione quali Facebook, Instagram o Twitter, Reus ha immaginato corpi in forma di oggetti per riflettere sugli spazi di negoziazione rimasti oggi agli individui tra dimensione pubblica e privata. Ci vuole un po’ di fantasia, certo, ma le sue creazioni sono come dei ritratti: ritratti del XXI secolo.

Quarters. Magali Reus
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
31 marzo – 12 giugno

Quarters, Magali Reus.

Quarters, Magali Reus.

Magali Reus, Leaves (Flint Levels, April), 2015.

Magali Reus, Leaves (Flint Levels, April), 2015.

Magali Reus, Leaves (Ivy Tranche, December), 2015 e In Place Of (Pin Drop), 2015.

Magali Reus, Leaves (Ivy Tranche, December), 2015 e In Place Of (Pin Drop), 2015.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, Parking (Retainer), 2013.

Magali Reus, In Place Of (Appetites), 2015

Magali Reus, In Place Of (Appetites), 2015.

Magali Reus, Leaves (Ivy Tranche, December), 2015.

Magali Reus, Leaves (Ivy Tranche, December), 2015.

Magali Reus

Magali Reus


Sara Dolfi Agostini

Curatrice e giornalista, vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma spesso cambia rotta per visitare musei, biennali e studi d’artista. Specializzata in arte contemporanea e fotografia, ha co-curato il progetto di arte pubblica ArtLine Milano e scritto il libro Collezionare Fotografia (2010, con Denis Curti). Collabora con Il Sole 24 Ore dal 2008.


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