Nuova Fondazione Feltrinelli
Herzog & de Meuron, Milano

5 aprile 2017

L’ultima arrivata tra le nuove architetture dell’area di Milano compresa tra Porta Volta e l’Isola è la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli: un lungo prisma di cristallo progettato da Herzog & de Meuron, inaugurato lo scorso dicembre, a due anni dalla posa della prima pietra. Sembra un unico e trasparente blocco di vetro interrotto da una griglia di cemento, ma in realtà sono due edifici gemelli divisi da otto metri, con pareti di confine dal taglio obliquo. Nel secondo, il più esteso, dal lato di piazza Baiamonti, si è trasferito a febbraio il quartier generale di Microsoft Italia. Questo grande monumento urbano si è inserito tra i palazzi della vecchia Milano armoniosamente, al punto che quasi si fatica a ricordare cosa ci fosse prima tra viale Pasubio e viale Crispi, lungo il tracciato delle antiche mura spagnole del XVI secolo che, insieme a quelle romane, hanno definito per molto tempo i confini della città. Era un’area segnata dalla demolizione delle mura e dalle distruzioni belliche, sulla quale, originariamente, c’era anche un deposito di legname della famiglia Feltrinelli. Un luogo un po’ opaco, per quanto denso di storia, al quale questa operazione ha dato un’identità contemporanea, in linea però con i temi estetici e urbanistici della città. I progettisti hanno assecondato la conformazione lunga e stretta del sito, creando una struttura modulare che evoca le superfici semplici e regolari degli edifici ottocenteschi circostanti. Tale rigore viene interrotto solo se si guarda l’immobile di lato, perché gli angoli acuti in pianta e in prospetto distorcono la compattezza del volume e creano piacevoli illusioni ottiche. Facciata, struttura e spazio sono perfettamente integrati: anche il tetto, la cui cuspide tocca i 32 metri, ripropone il modulo a griglia della facciata fondendosi con essa. Herzog & de Meuron hanno saputo coniugare l’ampiezza di scala alla chiarezza formale, favorendo l’inserimento soft dell’edificio nel contesto cittadino e traendo ispirazione, come hanno dichiarato, da “architetture milanesi quali l’Ospedale Maggiore, la Rotonda della Besana, il Lazzaretto e il Castello Sforzesco”. Lo sviluppo in orizzontale è invece un omaggio alle cascine padane, che erano un riferimento importante per Aldo Rossi, maestro degli architetti svizzeri. Ma il trasloco della Fondazione Feltrinelli dalla storica sede di via Romagnosi, uno stabile dei primi dell’Ottocento a due passi dalla Scala che aveva ospitato biblioteca e casa editrice, non ha solo una valenza architettonica. L’ambizione di Carlo Feltrinelli è quella di creare una vera e propria fabbrica delle idee che aiuti “a costruire l’identità dei cittadini europei del futuro”, un grande centro culturale urbano con un’attività di ricerca dedicata all’approfondimento delle tematiche più urgenti della società contemporanea. La base di questo progetto è un patrimonio librario costituito da 250.000 volumi, un’emeroteca di 17.500 testate periodiche e 700 metri lineari di carte d’archivio – tutto custodito nell’interrato. Sui cinque piani della Fondazione, oltre ad acquistare libri e fermarsi al bar, si può assistere a proiezioni ed eventi, partecipare a incontri e seminari, e accedere alla luminosissima sala lettura della biblioteca all’ultimo piano. L’intervento sarà completato da un ampio spazio verde adiacente di 15.000 metri quadrati, ancora in fase di bonifica, che ospiterà piste ciclabili, panchine e un’area giochi, dove saranno realizzate attività aperte a tutti.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Fondazione Feltrinelli, Milano.

Foto: Filippo Romano.

Foto: M. Carrieri.

Foto: M. Carrieri.

Foto: M. Carrieri.

Foto: M. Carrieri.

Foto: M. Carrieri.

Foto: M. Carrieri.


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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