Musée YSL Marrakech
Studio KO

19 marzo 2018

Inaugurato lo scorso ottobre, due settimane dopo il debutto del suo omologo parigino, il Musée Yves Saint Laurent di Marrakech ha aperto a pochi passi dalla ex residenza blu oltremare dello stilista, negli esotici giardini Majorelle, oggi sede di uno spazio dedicato all’arte, all’artigianato e alle tradizioni berbere – che ispirarono YSL fin dal suo primo viaggio in Marocco, nel 1966. Progettata dallo Studio KO, l’architettura del Musée YSL si presenta all’esterno con una struttura in mattoni rossi che restituisce le pieghe e i vezzi della trama di un tessuto, e all’interno con una superficie di quattromila metri quadri distribuita tra aree espositive, un auditorium, una biblioteca, una boutique e una caffetteria. I due musei, a Parigi e a Marrakech, condividono un’impeccabile collezione di cinquemila abiti, migliaia di disegni e libri, e oltre quindicimila accessori che Saint Laurent considerava indispensabili. Quello di Marrakech, fortemente voluto da Pierre Bergé, compagno di vita di YSL, si offre come un vero e proprio viaggio al cuore delle ispirazioni che più caratterizzarono l’imponente lavoro del couturier – tra le tante: quella per il cinema e il teatro, che fecero scaturire una preziosa produzione di costumi fin dagli anni Cinquanta – e come vetrina culturale in grado di accogliere mostre di ogni tipo. Il percorso si apre con la robe omaggio a Piet Mondrian del 1965, a testimonianza della fondamentale influenza che il mondo dell’arte ebbe su Saint Laurent, grandissimo collezionista, e sul suo lavoro, e prosegue con le fotografie iconiche dello stilista e delle sue muse, da Marisa Berenson a Catherine Deneuve, che scandiscono una cronologia di acclamati successi. Nel nucleo centrale, cinquanta abiti originali – esposti a rotazione tra i tantissimi conservati negli archivi – emergono dal buio illuminati da una luce che ne esalta l’unicità e i dettagli. Scelti da Bergé in persona, uno accanto all’altro, diventano protagonisti di una sfilata senza tempo e rivendicano ancora oggi il diritto delle donne a un guardaroba capace di rispecchiare la loro immagine di potere e sensualità.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, YSL Room, biografia per immagini, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, vista della YSL Room, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, biblioteca, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, vista della mostra Jacques Majorelle’s Morocco, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, entrata della galleria fotografica, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, entrata della YSL Room, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, Grand Hall, Oiseau Sénoufo (Senufo Bird), la prima acquisizione di Pierre Bergé e Yves Saint Laurent, nel 1960, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, YSL Room, “Le Cabinet de Curiosités”, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, “Le Cabinet de Curiosités”, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Musée Yves Saint Laurent Marrakech, Grand Hall, © Fondation Jardin Majorelle. Foto: Nicolas Mathéus.

Yves Saint Laurent, Dar el Hanch. © Pierre Bergé.

Yves Saint Laurent. © Pierre Bergé.

Yves Saint Laurent, Jamaa el Fna Square. © Reginald Gray.


Sara Dolfi Agostini

Curatrice e giornalista, vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma spesso cambia rotta per visitare musei, biennali e studi d’artista. Specializzata in arte contemporanea e fotografia, è consulente scientifica della Triennale di Milano. Inoltre, ha co-curato il progetto di arte pubblica ArtLine Milano e scritto il libro Collezionare Fotografia (2010, con Denis Curti). Collabora con Il Sole 24 Ore dal 2008.


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