Ex-Enel
Unnecessary #035


Inutile e brutto è senz’altro il progetto per l’area ex-Enel di fronte al Cimitero Monumentale a Milano, a firma dell’architetto Perotta (noto per i “Ligrestoni”, le orride torri sulla stazione Garibaldi). Ben più ridicola, però, è la polemica montata da Belpoliti (che abita sul posto) e rinfocolata dagli alti lai di Biondillo, Biraghi, Novembre e altri in favore della bellezza. Un nuovo complesso brutto a Milano: signora mia!, direbbe Arbasino. Ricordate lo scandalo dei cancelli di Mendini a Napoli, che mobilitò per anni i salotti borghesi? Sono ancora lì e non danno fastidio a nessuno. Saranno poi belle le residenze di Zaha Hadid sull’ex-fiera? Il museo di Libeskind? Il grattacielo di César Pelli? L’albergo di Rota o le discoteche di Novembre? Santa Giulia? La risposta di Pisapia, in ogni caso, è ineccepibile: nessun cittadino o associazione ha obiettato alcunché durante l’iter di approvazione. In questi mesi l’amministrazione è impegnata a rivedere il PGT (Piano di Governo del Territorio) e a cancellare parcheggi come quello di piazzale Lavater. Ed è così che si esce dalla provincia. Londra, New York o Berlino sono piene di edifici mostruosi, la loro bellezza è il frutto di un’intelligenza urbanistica.

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There’s no doubt that it’s pointless and ugly, the project for the former ENEL site in front of the Cimitero Monumentale in Milan, drawn up by the architect Perotta (known for the “Ligrestoni,” the hideous towers of Stazione Garibaldi). Far more ridiculous, however, is the controversy stirred up by Belpoliti (who lives on the spot) and stoked by the loud lamentations of BiondilloBiraghiNovembre and others who are in favor of beauty. Another ugly complex in Milan: “signora mia!” Arbasino would say. Do you remember the scandal of Mendini’s gates in Naples, which mobilized the salons of the bourgeoisie for years? They’re still there and don’t bother anyone. And are Zaha Hadid’s residences on the old site of the Trade Fair beautiful? Libeskind’s museum? César Pelli’s skyscraper? Rota’s hotel or Novembre’s discotheques? Santa Giulia? Pisapia’s response, in any case, is unexceptionable: not a single citizen or association raised an objection during the process of approval. In these months the city council is engaged in revising the PGT (Territorial Zoning Plan) and eliminating car parks like the one on Piazzale Lavater. That’s how you get away from the provincial. London, New York and Berlin are full of monstrous buildings; their beauty is the product of intelligent city planning.


Lucia Tozzi


Il progetto per l'area ex-Enel / The project for the former ENEL site.

Torri Garibaldi, Milano

Torre Hines - César Pelli A

17 January 2012 / 0 comments
From Klat by Klat Blog in Architecture, Necessary
  • lenni
    quali salotti borghesi? non li conosciamo, forse ci puoi illustrare cosa sono? qualcuno ha invitato i cittadini a dire la loro? non risulta a nessuno. mi sembri davvero poco informata, oppure attacchi non l'appello ma le persone, perchè forse non ti sono simpatiche e non frequentano i tuoi salotti.
  • Carlo
    Concordo. Che polemica ridicola e inutile.
  • @stefi_idlab
    concordo al 100% con lucia. questa idea che poi ci si sveglia al mattino e per ogni edificio brutto che uno vede (costruito o in costruzione) si manda una lettera al corriere o al sindaco mi sembra tutto sommato demenziale. se fossimo nella san pietroburgo dello zar, sarebbe ineccepibile. essendo che siamo nel 2011 ho il fondato sospetto che le logiche estetiche e culturali siano altre. oggi come allora dostoeveskij ha ragione (il mondo verrà salvato dalla bellezza). però si tratta di una bellezza che è di natura molto diversa da quella stabilita da un politburò di intellettuali o di architetti che hanno le pretese di stabilire che cosa è il bello per tutti. ribadisco, l'edificio in questione è orripilante. però, un mondo in cui biondillo è quello che stabilisce che cosa è buono e che cosa è cattivo è molto molto molto peggio di quello in cui perotta costruisce i suoi mostri. all'amministrazione pubblica si possono chiedere servizi efficienti, leggi giuste, trasparenza... ...ma non si può chiedere la poesia di qualità, romanzi ma che siano solo ben scritti, edifici che siano capolavori architettonici. quello non è un mondo, quella è una distopia totale. infine, faccio presente che in un paese come l'italia, l'ultima volta che la qualità architettonica veniva stabilita in maniera verticale dall'alto verso il basso era ai tempi di mussolini. non sono sicuro che sia un modello sensato (soprattuto se al posto di bottai mettiamo biondillo) saluti e baci stefano mirti
  • http://www.areaxenel.com Roberto Marone
    La lettere di Lucia è, quella sì, una lotta da salotto fra intellettuali. Polemiche per pochi. Pur di criticare un metodo, o una opinione, non si prende parte a favore di una inziativa e di un comitato che si oppone a uno scempio. Perchè anzichè opporsi all'ecomostro si perde tempo ad opporsi a Biondillo? Io non ho tempo per il fuoco amico, e non voglio averlo. Invece quello che dice Stefano è assolutamente vero, e costruttivo. L'idea che un Biondillo o un Marone stabilisca cosa è bello e cosa è brutto, cosa è di qualità e cosa non lo è, sarebbe agghiacciante. Autoritario e distorcente. Ma questo comitato non è nato per proporre commissioni da PCUS, è nato per aprire un dibattito aperto e pubblico. Se possibile, anche per aprire un dibattito su come in questo paese sia possibile costruire bene (cosa che in altri paesi si fa), chiedersi come sia possibile un Perotta nel 2011, proporre delle soluzioni, avviare una discussione in vista del prossimo Piano regolatore generale del territorio. Bisogna che in questo paese si ponga un freno a una architettura così pessima che ha distrutto tessuti urbani e sociali. Le modalità con cui ottenere questo obiettivo sono tutte da discutere. Ma questo è il dibattito da aprire. Questa è la domanda, e la parte costruttiva. E l'hanno accolta ad oggi i giornali, e chi in questa città pensa queste cose, proprio perchè la temperatura intorno a questo argomento è alta, e viva. Proprio oggi, in vista di Expo e PGT. E ammetto che dispiace di come Klat e Lucia (mia amica) per sterile volontà antitetica, non abbiano colto l'occasione per sostenere e ampliare questo dibattito. Che è per il bene di Milano e dell'architettura. Per approfondire Le altre voci del dibattito qui: http://areaxenel.com/rassegna-stampa/
  • lucia tozzi
    @lenni: Per la verità molti dei firmatari di questo mio appello sono miei amici, solo che non mi è mai piaciuta la logica della banda – se è un amico non si tocca. Quando un mio amico agisce in modo criticabile, mi sembra giusto criticarlo. Anzi, se sei un mio amico, Lenni, esci pure allo scoperto, preferisco. In questo caso la critica ai miei amici intellettuali si riferisce al fatto di avere sollevato una battaglia mediatica di sicuro successo attraverso una semplificazione di linguaggio e di contenuti che impoverisce, anziché arricchire, la qualità del dibattito pubblico. Difendere la bellezza è un'operazione equivalente ai proclami contro le tasse di Bossi e Berlusconi, attira subito frotte di assatanati e poi le tasse si pagano, ovviamente, lo stesso. Se la bellezza della città dipendesse dalla bellezza dei singoli edifici, e se un'amministrazione si assumesse il compito di valutare con criteri oggettivi (che non esistono) la bellezza di ogni singolo progetto prima di approvarlo non si costruirebbe più niente. Potrei anche gioirne, ma in nome della crescita zero, non della bellezza. Il compito dell'intellettuale in una battaglia civile è quello di estendere ragionamenti complessi a un pubblico quanto più possibile esteso. Se si comporta come un demagogo, lo considero dieci volte più responsabile di un politico che fa lo stesso, perché usa il proprio potere mediatico senza assumersene alcuna responsabilità politica.
  • Paola
    Ronf... Che noia.
  • http://www.areaxenel.com Roberto Marone
    Lucia, come ti ho detto a voce, i criteri di bellezza e qualità sono opinabili e arbitrari. Ma lo sono tutti i sistemi di selezione di qualsiasi settore in qualsiasi società. E' arbitraria qualsiasi scelta di cooptazione, e persino le scelte democratiche. E' arbitraria la nomina di un professore universitario, di un primario, di un direttore di museo. E' arbitraria l'Aria C, la liberalizzazione dei Taxi, l'importanza dei navigli (secondo me i Navigli sono brutti). Eppure le scelte si fanno, si danno le priorità, si nominano i professionisti. Il problema è come farle le scelte, e stabilire i criteri. E quella è politica. Quella è responsabilità della politica: fare le scelte.
  • Carlo
    Concordo sempre di più con Lucia Tozzi. Un conto è la demagogia, un conto è l'attivismo.
  • http://b3rtramni3ss3n.wordpress.com/ Bertram Niessen
    Da un alto sono d'accordo che alcune categorie non sono le migliori per questo dibattito. Ad esempio, non avrei mai scelto quella di "bellezza" perchè per la formazione che ho (sociologica) faccio fatica a trasformarla in uno strumento critico e/o operativo, e perché ritengo che si presti a troppe ambiguità nel senso comune (ovviamente è un paio di maniche completamente diverso quando si ragiona in termini di estetica intesa come disciplina, ma anche iqn uesto caso on credo che sia un'arena accessibile per un dibattito pubblico). Così come non mi piace per niente la contrapposizione di centro=bello periferia=brutto che sembra are capolino ogni tanto da alcuni testi del dibattito. Allo stesso tempo sono convinto di una cosa molto semplice: non è vero che si convive benissimo con gli edifici mostruosi. Li si sopporta, che è una cosa molto diversa. E' come con le vesciche. Lo dico a ragion veduta, avendo passato più di 10 anni, tra lo studio e la ricerca, nella Bicocca di Gregotti, unendomi quotidianamente al coro sommesso delle maledizioni verso lui ed il suo studio. Si può sopportare un brutto edificio così come un brutto masterplan, ma è molto meglio averne di belli. Cosa vuol dire bello in questo caso? Posso fare alcune ipotesi (coerenza con il contesto, sostenibilità economica e sociale, etc), ma mi aspetto proprio che dall'iniziativa di Ex Enel emerga un dibattito su questo. Perché vedo il dibattito sulla città - sulle sue forme, sulle sue funzioni - sempre e comunque come un fatto positivo. Milano ci ha abituato a pensare la città come una governance dei metri cubi nella quale grandi attori si mettono d'accordo tra di loro dando il via ads operazioni decennali, sostanzialmente non considerando altri stakeholder. Il motivo per cui in altre città - Berlino prima tra tutte - si vive bene anche con gli archimostri è che comunque attorno a molte di quelle operazioni c'è stato un lungo dibattito, che ha dato linfa alla società civile dei quartieri. Per concludere. Sono sicuro di una cosa. Non so se la categoria di bellezza sia quella giusta, ma so perfettamente che se il progetto verrà costruito così com'è tutte le volte che ci passo davanti inizierò a bestemmiare, e la città mi sembrerà (ancora) un po' più brutta.
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Abito in via Padova, quartiere ultrapopolare, non ho la minima idea di come sia fatto un salotto borghese, che forse Lucia Tozzi, descrivendolo così bene, conoscerà molto meglio di me. Peccato veder banalizzata una battaglia che ha a che fare proprio con l'idea condivisa di "intelligenza urbanistica" e riportata qui come un più trivio "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". Non ci faccia più stupidi di quello che siamo, Tozzi, non è corretto. Se ha intenzione di dire qualcosa - e ne ha tutto il diritto - eviti almeno l'atteggiamento susseguioso e banalista, ed argomenti.
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    A Bertram Niessen: scrive: "coerenza con il contesto, sostenibilità economica e sociale, etc"... il dibattito verte esattamente su questo e non sul mio mignolino alzato, così come sembrerebbe da questa pagina.
  • Carlo
    Che il progetto sia inutile e brutto è chiaro anche nelle parole di Lucia Tozzi. Ma le avete lette bene? Il punto è che non volete accettare critiche sul modo in cui avete sollevato il problema. Perché non provate a mettervi in discussione? E soprattutto, come fanno certe persone a parlare di bellezza quando sono stati i primi a creare opere lontanissime da questo concetto?
  • @stefi_idlab
    il tema è molto semplice (a mio avviso). un gruppo di cittadini, il comitato di quartiere, può e deve protestare contro il mostro che gli viene costruito davanti casa. diversamente, un gruppo di intellettuali anzichè fare la battaglia sul singolo mostro, dovrebbe (eventualmente) fare una battaglia sul processo che genera mostri, sulla cultura architettonica che rispecchia la cultura generale, sulle dinamiche e sulle filiere decisionali e procedurali che trasformano la città. - che cosa distingue un mostro da un non mostro? - ha senso fare questa distinzione? - chi lo decide? - perchè? - etc.etc.etc. questi sono i temi che sono intellettualmente interessanti, sennò il tutto (a mio modo di pensare), diventa un po' demagogico e fine a se stesso. mi rendo conto che dire che l'edificio x è una bruttura è un'operazione facile. all'opposto ragionare sulla filiera decisionale e procedurale che trasforma un pezzo di città italiana è un'operazione noiosa e complicata. pero' il tema vero è quello. dire che l'edificio x è un mostro è una scorciatoia che non porta da nessuna parte. peraltro, qualcuno nei commenti sopra ha menzionato la bicocca. nel mondo della cultura architettonica quello è un edificio (un pezzo di città) ineccepibile. fatto da un architetto importante e comprovato, concorso trasparente con tot superstar invitate, pubblicato ovunque, committenza importante, etc.etc.etc. dunque? ex-enel no e bicocca si? ex-enel no e bicocca no? il soggetto pubblico a qualsiasi scala può farsi garante di processi sensati, non di risultati qualitativamente ineccepibili. i processi e i parametri quantitativi si possono misurare, verificare e se il caso migliorare. i parametri qualitativi sono di natura diversa. per me la qualità in un parco è avere il chioschetto dei gelati, per quell'altro signore è averlo cintato e chiuso che non ci entrino le persone cattive. chi ha ragione? chi lo decide? etc.etc.etc. dal soggetto pubblico io voglio (eventualmente) un processo chiaro che definisca perchè si fanno i chioschetti dei gelati o le cinzioni dei parchi. mettersi a protestare perchè poi il chioschetto è dipinto di rosso o la rete di cinzione l'ha fatta l'architetto verdi anzichè l'architetto bianchi, quello non mi sembra il cuore della faccenda. le persone che hanno sollevato il caso sono tutte intelligenti e stimabili e in genere il loro lavoro intellettuale mi sembra interessante. in questo caso, mi sembra che abbiano preso un abbaglio non tanto sull'edificio in quanto tale, ma sul mettere su un gioco che a me sembra un po' fine a se stesso. magari mi sbaglio, ma da persone di quella qualità e spessore intellettuale mi aspetterei battaglie più interessanti e costruzioni di pensiero più sofisticate. fine dei pensieri + buona giornata a tutti
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Carlo: "volete" chi? Io parlo per me, rispondo delle mie parole. Se non volessi mettermi in discussione perché sto discutendo qui, ora? Chi ha mai detto che io, insindacabilmente, devo decidere cosa è bello e cosa no? Se il progetto è inutile e brutto, perché non condividere l'idea di cambiare le modalità di deturpazione del patrimonio collettivo? Siete così certi che la cittadinanza abbia avuto il tempo e le informazioni per poter dire qualcosa? Dietro a quel progetto c'è ben altro e la nostra non è una semplice mozione contro "il brutto". Se partiamo da qui, se vogliamo capire di cosa parliamo allora si può discutere e decidere se condividere o meno. Se invece si parte dai "signora mia" e dai "salotti borghesi" allora ogni discussione è delegittimata alla fonte.
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Stefano Mirti, nel nostro appello collettivo scriviamo anche: "Noi in questa giunta vediamo l’opportunità che Milano possa diventare un laboratorio innovativo, progressivo e inedito in cui combinare sostenibilità finanziaria, trasparenza, consapevolezza delle scelte, equità sociale e qualità diffusa dei manufatti e dei luoghi che abiteremo. Le scelte fatte a Milano nei prossimi anni possono influenzare decisamente dibattito e le scelte nazionali ed è per questo che il caso ex Enel è simbolico e importante, perché deve diventare uno spartiacque, una linea di trincea per la difesa della qualità sempre e a ogni costo delle nostre città." Come vedi quelloc he cerchiamo di fare è, citandoti, "fare una battaglia sul processo che genera mostri, sulla cultura architettonica che rispecchia la cultura generale, sulle dinamiche e sulle filiere decisionali e procedurali che trasformano la città." Se evitassimo i sospetti e i pregiudizi, se smettessimo di tetrapilectomizzare tutto, eviteremmo il fuoco amico e la guerra dei poveri. Io NON ho alcun interesse su quell'area. Non voglio progettarla, non ci abito, non impongo chi lo debba fare e come. Non è di questo che parlo.
  • @stefi_idlab
    ps. per fare un esempio di oggi, mi risulta evidente che se uno fa il giornalista tutta la sua attenzione sia nello sviscerare il grado di "mostruosità" del capitano della nave da crociera. ma se uno vuole capire per davvero come possa capitare quel fatto, dire che il capitano è un mostro non serve a niente, anzi, addirittura è fuorviante. da questo punto di vista è forse più interessante indagare l'intera filiera decisionale cercando di comprendere i vari fattori coinvolti e come funziona il tutto. questo fatto incredibile che tutti i capitani delle navi di quel tipo vengono tutti dallo stesso paese e siano tutti amici e compari. questa abitudine (richiesta dalle compagnie) accettata con felicità da tutti di fare queste manovre spericolate a un centimetro dalla costa. il fatto che le capitanerie di porto non abbiano nulla da ineccepire su questa pratica che viene fatta in tutta italia x volte alla settimana. i processi di selezione del personale della costa crociere. la nave sta affondando, il capitano chiama l'unità di crisi di costa crociere e questi altri anzichè dirgli di fare sgomberare la nave, lo tengono al telefono per un'ora a parlare di cose altre. questo fatto che se un comandante di una nave da crociera finlandese o giapponese facesse una cosa così di fronte a helsinki od osaka, tutti i suoi compaesani penserebbero che di avere a che fare con un cretino totale mentre invece nella cultura italiana il fare una manovra spericolata con perizia e sprezzo del pericolo chiama applausi e gran sorrisi... etc.etc.etc. dire che il capitano è un mostro è probabilmente vero, ma in termini assoluti non ci consente di capire le vere motivazioni del disastro e neanche ci consente di evitare disastri analoghi nel futuro prossimo. end for today ri-buona giornata a tutti
  • sabina
    meglio fare chiarezza sul concetto di bellezza e sul ruolo che essa ha all'interno dello scenario urbano. Gli edifici citati, e gettati senza troppe metafore nell'antro della bruttezza, (Cesar Pelli, Libeskind, Zaha, ecc) sebbene di opinabile aspetto, svolgono per la città il preciso - e magari un pò doloroso - compito di rendere, come in parte qui si dice, la città più metropoli, più berlino o londra, in base a questa "urbanistica intelligente". Il fatto che poi in maniera sillogistica si stabilisca che "ogni bruttezza va accettata in virtù dello sviluppo urbano" questo è veramente un atteggiamento pericoloso. La bruttezza simboleggiata in questo caso dall'immagine del vecchio, stantio e anonimo, non solo non porta niente di positivo nel contesto urbano, ma oltretutto slega politicamente e socialmente gli abitanti. Proprio ieri sono stata ad intervistare Andrea Branzi il quale spontaneamente ha epresso la sua convinzione verso l'importanza della bellezza urbana come legante sociale e politico. Dichiarare che il destino dell'umanità urbana è quello di vivere nel brutto appare un pò come una carenza di autostima rispetto anche solo a ciò che culturalmente ci viene dal passato artistico e culturale italiano (nonchè architettonico). chi ha voce parli e non tema di sembrare troppo borghese. L'importante è che venga fuori una città in grado di legare i suoi cittadini, non l'opposto.
  • @stefi_idlab
    sabina, ho il sospetto che sia esattamente l'opposto di quello che dici tu. non è la forma delle città che lega (o è in grado di legare) i cittadini che in essa abitano: è l'esatto opposto. sono i cittadini (e le loro teste e le loro relazioni) che determinano che forma avranno gli edifici e di conseguenza la città tutta. peraltro, vivere in un mondo dove si hanno delle città in grado di legare i propri cittadini grazie alla forma dei propri edifici è un mondo distopico, spaventoso dove io non avrei nessun piacere di vivere. la bellezza e la bruttezza sono categorie fondamentali e importantissime. però si tratta di concetti che non sono dati e immutabili. la san pietroburgo dello zar è una città bellissima. ma anche la tokyo della seconda parte del ventesimo secolo è una città bellissima. in un caso abbiamo una bellezza che si fonda sull'ordine, nel secondo caso abbiamo una bellezza che si fonda sul caos. a mio modo di vedere il compito dell'intellettuale è quello di fornire chiavi di interpretazione altre rispetto a quelle di cui già dispongo. farmi capire cose altre, suggerirmi tagli di comprensione diversi. dire che il duomo è un bell'edificio o che l'ex-enel è un edificio brutto non mi aggiunge nulla, non mi fa capire cose nuove e cose diverse: ci arrivavo da solo, non ho bisogno di qualcuno che mi aiuti. ex-enel è un edificio brutto, frutto di speculazione economica esattamente come altri migliaia di edifici a milano. ma questo capita non perchè c'è l'architetto x che è cattivo o non ha gusto. questo capita perchè in questa epoca gli edifici e le città vengono costruiti in questo modo. questo non vuole dire che non si possa immaginare modalità e processi e confronti per arrivare a costruire gli edifici e la città in modo diverso. penso però che la modalità scelta da chi ha fatto partire il dibattito non sia quella giusta. milano è una città bellissima perchè è piena di energia. ma si tratta di una bellezza diversa da quella di trieste o di torino. la bellezza di milano è una funzione lineare dell'energia complessiva sprigionata dalla città e dai suoi abitanti, non di una serie di prospetti o assonometrie dei suoi edifici più significativi. milano diventa meravigliosa durante la settimana del salone del mobile, quando centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo vengono qui e la città tutta si trasfigura completamente. la bellezza della città è data dalla forza e dall'energia dei elementi immateriali, non perchè nelle piazze ci sono le panchine con le fontanelle. quella è un altro tipo di bellezza, che funziona perfettamente in città che hanno un altro dna, un'altra storia, e sopratttutto degli altri cittadini. :-)
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Dunque, fammi capire, bisogna o non bisogna “fare una battaglia sul processo che genera mostri, sulla cultura architettonica che rispecchia la cultura generale, sulle dinamiche e sulle filiere decisionali e procedurali che trasformano la città”?
  • http://www.robertomarone.com Roberto Marone
    Stefano stimo molto te e il tuo lavoro. Ma come Lucia ti stai innamorando della chiacchiera. Quello che dici è tutto verissimo, sul serio. Le città sono anche le energie, e i processi decisionali eccetera. Ma ora stiamo discutendo se le energie e le persone di buonsenso di questa città vogliono o meno battersi contro degli scempi e contro quel processo decisionale che tu stesso denunci. E che, siamo d'accordo con te, è l'humus della cattiva architettura. E se vogliono che il sindaco Pisapia ridiscuta i processi decisionali in vista del PGT (10 miliardi di euro di business immobiliare) mettendo al primo posto la discussione sulla qualità, anzichè sulle volumetrie. CHiedendo se questa giunta è sensibile al problema dell'architettura o meno. E' una domanda semplice: si o no? Ci state o no? Siete d'accordo o meno? La responsabilità di un intellettuale non è solo guardare le cose da un nuovo e inedito punto di vista, è anche agire e farsi sentire su delle ovvietà. Ed essere pratici e politici, e quindi stare ai fatti. Noi abbiamo lanciato un appello esattamente per porre il dito su un problema, su una urgenza. Se sentite anche voi l'urgenza di non lasciare il territorio in questo western edilizio allora siamo sulla stessa barca. Mi rendo conto che sia più interessante parlare della belleza del caos di Tokyo, del junkspace, del nuovo museo in Cile, eccetera. Ma sento puzza di quella bellissima battuta quando, dicendo che tutta Europa è governata dalle destre, il tipo risponde "la sinistra è troppo impegnata a fare la rivoluzione di Twitter"
  • @stefi_idlab
    gentile roberto, gentili tutti, se vogliamo chiacchierare mi piace molto, ma non mi potete dire che io sono esclusivamente innamorato della chiacchiera fine a se stessa. per rimanere all'interno di questo tema specifico io sono il responsabile (per conto di id-lab) del piano dei servizi del pgt sviluppato per la precedente giunta (nella fattispecie per l'assessore masseroli). il tema dunque mi interessa, ci ho lavorato sopra per qualche anno triangolando su fattibilità economiche, politiche, sociali, assumendomi una serie di varie responsabilità (e essendo anche in grado di spiegare le motivazioni a monte, a valle e a mezza via di tutta la parte relativa ai servizi del pgt). mi piace ragionare via twitter e sui post di commento a un articolo, mi piace ragionare di persona con altre persone che sono interessate agli stessi temi su cui lavoro e ragiono io. peraltro, assieme ad altre persone ho messo a punto una serie di pensieri teorici che intersecano la città e le sue dinamiche di trasformazione. questi pensieri e concatenazioni di senso si possono leggere seguendo l'account di twitter @twt_ville questo detto, confermando che mi fa molto piacere incontrarvi di persona, rimango un poco della mia idea originaria (ovvero che per ragionare sulla città contemporanea io forse non partirei dalla qualità architettonica dell'area ex-enel). buona giornata e un ringraziamento a tutti per l'interessante scambio di questi giorni.
  • lucia tozzi
    AL di là dei toni aspri che ogni critica non manca mai di suscitare, penso che la sostanza della questione sia rimasta sepolta da mille divagazioni, nonostante gli interventi peraltro chiarissimi di Stefano Mirti. Torno a ribadirlo, il punto è la differenza tra una battaglia civile e una campagna mediatica: è – o meglio dovrebbe essere – una differenza di proporzioni e di qualità. La battaglia civile contro un edificio, un nuovo quartiere, una qualsiasi speculazione mostruosa è sacrosanta, ma ha delle modalità, dei canali e delle proporzioni di un certo tipo. Se un gruppo di intellettuali - che ha un accesso ai media che i normali cittadini non hanno - decide di usare la propria autorevolezza e il proprio potere per elevare un caso particolare a modello, per suscitare una discussione democratica sulla città, allora ha il dovere di essere rigoroso e preciso quanto la propria cultura gli impone. Se invece di proposito sceglie un argomento basso per mobilitare gli istinti ferini dei lettori e dei mestatori e dare così energie artificiali a una battaglia che probabilmente di per sé non avrebbe sufficiente rilievo, perché troppo particulare, sta montando consapevolmente una battaglia mediatica di bassa lega, destinata inevitabilmente a produrre effetti negativi.Gli esempi di Mirti mi sembrano molto eloquenti, ma potrei citare infiniti casi in cui politici, giornalisti e intellettuali hanno contribuito a eccitare lo sdegno pubblico su oggetti inconsistenti o peggio contro capri espiatori. Perché questo caso rientra nella categoria campagna mediatica? per questi motivi: 1) invocare la bellezza significa ipso facto mobilitare il giudizio estetico, di natura individuale e autoritaria. Nessuno dei firmatari dell'appello è così ingenuo filosoficamente da ignorare che non esiste discussione democratica sulla bellezza, ma che al massimo può vincere l'idea del più forte, di chi ha più voce. Non a caso se un gruppo di abitanti del Gratosoglio fa una battaglia civile per impedire la costruzione di un brutto edificio davanti al proprio palazzo non ha molte chances di vincere per ragioni estetiche, mentre Asor Rosa può impedire uno scempio nel borgo toscano dove villeggia, grazie a paginate di Repubblica. Se poi mai volessimo immaginare una situazione virtuale in cui tutti gli abitanti di una città dovessero votare ogni giorno tra la realizzazione di un museo di Mendini o di Renzo Piano versus la costruzione di un centro commerciale o una villa in stile Porto Rotondo, probabilmente vincerebbe una delle ultime due ipotesi, in barba a Domus, Abitare e al buon gusto di tutti gli intellettuali. Inoltre basta guardare il territorio italiano per rendersi conto che i danni estetici sono prodotti solo in minima parte dalla cattiva architettura, perché nella realtà quasi nessuno fa ricorso agli architetti, il 90% è progettato da geometri e ingegneri. L'architettura, buona o cattiva che sia, è purtroppo irrilevante, come ben sanno le migliaia di studenti che ogni anno si laureano in architettura. Mentre rilevanti sono i processi immobiliari, i meccanismi politici che alimentano irragionevolmente un'industria che si è resa indispensabile alle amministrazioni locali per fare cassa e può quindi dettare legge. RIlevante, al di là della bellezza, è l'accessibilità dei luoghi, la costruzione di spazi che siano veramente comuni per i cittadini, che non costituiscano barriera, che non siano riservati a pochi privilegiati o recintati. 2) Sia Biondillo che Marone ribadiscono che loro hanno detto ANCHE questo, che l'appello e i vari interventi parlano ANCHE di procedura, di spazi sociali, di periferia, di questioni immobiliari, etc. Purtroppo le due cose non sono compatibili: quando metti a tavola il budino, nessuno bada più alle carote. Prima di tutto per ragioni di gerarchia: secondo le più elementari regole della comunicazione, la caccia al pedofilo non lascia spazio ai sottili distinguo sulle possibilità che il minore menta. E poi perché non tutti gli argomenti sono equivalenti. Alcuni si oppongono, si elidono l'uno con l'altro, e la cultura critica serve proprio a distinguere nel modo più preciso possibile quelli sensati dalle false piste e a riconoscere le contraddizioni. Altrimenti si fa come Sgarbi. Biondillo ha parlato d'altro, ma dando voce sul Corriere a un dibattito palesemente incentrato sulla bellezza, ha forse operato qualche distinzione? ha preso le distanze dalla parte banale e superflua del discorso? Cofirmando un appello fondato sul contesto "bello", centrale e monumentale che l'intervento di Perotta andrà a scempiare, si rende conto che la stessa argomentazione implica che in un contesto già "brutto" e periferico una nuova bruttura sarebbe meno inaccettabile? Purtroppo non è sufficiente dire che si abita in periferia per essere eletti paladini della periferia, bisogna anche criticare seriamente quegli argomenti che formano il presupposto dell'ineguaglianza sociale e urbanistica. in buona sostanza, un caso come quello dell'ex enel non avrebbe le proporzioni, in termini di speculazione, di cubatura, di contesto, di ingiustizia sociale per assurgere a caso nazionale o anche solo per restare le cronache locali per più di un giorno, perché è immerso in una città che democraticamente di cantieri del genere ne apre a migliaia, in centro come in periferia. Anziché, come era più che legittimo, limitarsi a farne una battaglia civica, Belpoliti e gli altri hanno deciso di dispiegare tutto il proprio potere mediatico, e per il lancio si è scelto di creare il mostro, esempio e metro di tutti gli scempi alla bellezza: ma purtroppo quello che con la bellezza non può si può fare è proprio generalizzare, e tanto meno riformare in senso democratico i processi decisionali delle politiche urbane. CHe cosa ne può risultare? forse il blocco dell'operazione? Chapeau, una mediocrità in meno è sempre un fatto positivo, anche se non produrrà nessun miglioramento nel resto della città. Una discussione pubblica sulla bellezza? mi auguro sinceramente che ci venga risparmiata, e che Pisapia continui a incrementare un sistema di partecipazione più sensata e politicamente efficace. La cooptazione di un ceto di intellettuali e architetti in un circuito di consulenze e concorsi per migliorare la qualità architettonica? Per carità, basta ricordarsi quali fior di intellettuali hanno giudicato e approvato le operazioni immobiliari in corso - Porta Nuova Garibaldi, Maciachini, Fiera, etc - e quanti critici si spellano le mani a furia di pubblicizzarle sui meglio giornali. Per migliorare i processi decisionali a favore dei cittadini è fondamentale restituire forza e dignità alla macchina amministrativa, oggi umiliata dal prestigio delle consulenze, e avere la pazienza di aspettare i tempi lunghi della partecipazione, del confronto reale con la popolazione tutta. Senza scorciatoie mediatiche.
  • http://www.areaxenel.com Roberto Marone
    Lucia, tu parti dall'assunto che le questioni non possono essere simboliche. Ma è ovviamente sempre così in politica. Non è forse simbolico il caso NoTAV? O il caso della costa crociere? O il caso dei tassisti? O il caso del beuty contest? O il caso delle parafarmacie? O il caso Santoro? E via dicendo... Sempre questioni particolari fanno emergere questioni generali. In questo caso, anche se tu non lo vuoi constatare, è il primo caso di variante del PGT approvato da questa giunta, su un progetto di 100 mila metri quadri costruiti. Ovvero il primo momento in cui la giunta si misura sul costruire qualcosa in questa città. 3 isolati, davanti a un monumento storico, a nostro parere sono un caso simbolico in vista dell'approvazione del PGT. Poi secondo te può essere insignificante, ma per noi non lo è, e non lo è infatti per gente come Settis o Travaglio, che hanno firmato l'appello, e che non credo siano interessati a delle vicende di quartiere. Che una società immobiliare con sede nel palazzo dell'Enel ma sede legale in Lussemburgo (!), compra dalla stessa Enel (da se stessa?) un terreno che non vale niente, e poi Pisapia gli concede una variante che triplica le quadrature e decuplica il valore, il tutto in barba agli oneri di urbanizzazione, secondo discutibilissime delibere approvate di fretta e di nascosto ad agosto (le delibere d'agosto, le famose), e dietro tutto questo l'Acli e Perotta. Questo non è il modo con cui procedere, ed è evidente che quello che stiamo dicendo è: se questo è il primo passo di questa giunta, e la modalità di gestire il processo di cui parla Mirti, beh chiediamo di cambiare rotta e modalità. Sottolineando come questa è la gestione che questa giunta non deve avere nelle cose immobobiliari, urbanistiche, architettoniche. Quello che questo caso ha sollevato è una questione politica: Pisapia e la sua giunta, alla prima prova di pianificazione territoriale, dimostrano una terribile continuità con la passata giunta, con quel grado di deficit di trasparenza e qualità. Siccome, ti ripeto, è il primo caso grosso e importante di questa giunta, tu non puoi derubricarlo a questione locale, piccola e insignificante. Ha un enorme significato simbolico, etico e politico. Tu puoi non coglierlo, o non trovarcelo, è un tuo diritto, e possiamo discuterne, ma questo non significa che puoi additare noi di mostrare i muscoli in pubblico per gli schiamazzi notturni sottocasa. Perchè un conto è dirti in disaccordo con la nostra opinione (ovvero che questo progetto sia il campanello d'allarme in vista del PGT),un conto è sostenere che utlizziamo potere mediatico per vicende personali. Perchè questo Lucia, non è discutere, è mettere in discussione la nostra onestà intellettuale e la nostra intelligenza. Il che, ammetterai, non è affatto "bello".
  • http://www.areaxenel.com Roberto Marone
    A questo proposito ti segnalo il mio articolo su ilfatto. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/milano-questione-area-enel-senze-ideee-progetti-ridisegnare-citta/184769/
  • @stefi_idlab
    A costo di sembrare stucchevole, volevo ringraziare le varie persone che hanno partecipato alla conversazione (soprattutto quelle che hanno idee diverse dalle mie). A me sembra un processo positivo e interessante (e soprattutto non così comune date le lunghezze degli interventi + la generosità e la disponibilità nel mettersi in gioco). Lucia ha lanciato il sasso. Alcuni hanno risposto per le rime, io ho scritto quello che mi sembrava giusto scrivere, sono stato ripreso, nel contempo ho ripreso anche io. Insomma, la discussione è stata vispa e accesa senza debordare o svaccare. In genere non è facile discutere su posizioni diverse sui canali on-line perchè dopo un secondo tutto deraglia. In questo caso invece a me sembra che sia stato un confronto tagliente ma sempre nei limiti della ragionevolezza. Grazie a Lucia e Paolo Priolo / Klat, e grazie ovviamente a Roberto Marone e Gianni Biondillo (volentieri mi fa piacere conoscervi una volta di persona per continuare la discussione & conversazione in maniera più tradizionale). Un saluto infine anche a Bertram e Sabina + kisskiss & goodnight...
  • Paolo Priolo
    Ciao a tutti, ho deciso anch'io di fregarmene dei livelli di glucosio nel sangue. Perdonatemi. Ringrazio dunque Stefano Mirti per i ringraziamenti e i suoi commenti, e ringrazio tutti gli altri per aver contribuito a questa vivace discussione. Ma il ringraziamento più importante va a Lucia Tozzi, che si è esposta con coraggio e intelligenza, inquadrando in una prospettiva nuova il dibattito attorno al progetto di riqualificazione dell'area ex-Enel e, più in generale, alla qualità architettonica nella città di Milano. Il merito delle questioni non può mai prescindere dal metodo con cui vengono affrontate. Alla prossima! :)
  • lucia tozzi
    Caro ROberto, non posso tornare ogni volta a ripetere quello che ho scritto solo perché fai finta di non averlo letto, quindi sarò breve: quello che critico non è l'iniziativa, ma il fatto che voi abbiate sollevato una questione assurda come la bellezza (da cui, noto, ti stai lentamente discostando) per fare il botto mediatico. Se vi attenevate agli argomenti che elenchi qui sopra non avrei avuto nessuna critica da porre, anzi. Ma trovo che l'inquinamento mediatico sia altrettanto se non più dannoso di una piccola seppur pessima operazione immobiliare. Detto questo, per risponderti ancora una volta nel merito, non penso neppure che tutte le questioni siano generalizzabili e simboliche, e penso che tra i compiti degli intellettuali (è faticoso, fare l'intellettuale, certo) rientri anche la capacità di discernere gli oggetti e soprattutto i modi con cui parlarne, come dicevo. Tutti gli esempi che citi sono già di dimensioni nazionali: NO TAV è un movimento che dura da anni, su una grande opera gigantesca, che costa miliardi di soldi pubblici e copre un territorio enorme, mi sembra improrpio paragonarlo al caso ex enel. Comunque anche io, aderendo al curioso codice comportamentale coniato da Mirti, ti/vi ringrazio della conversazione, e forse, nonostante il tono un po' "offeso" delle tue repliche, potrei anche illudermi di avere prodotto un effetto positivo con la mia critica, a giudicare dalla minore insistenza sull'estetica che negli ultimi giorni la vostra vertenza ha preso. baci Lucia
  • andrea balestrero
    Credo che sul tema "bellezza" Lucia e Stefano abbiano centrato perfettamente il punto. Il dibattito intorno all'area Ex Enel sta assumendo risvolti surreali... La causa è giusta, ma gli argomenti degli "intellettuali" che hanno innescato la polemica sono deboli (per non dire sbagliati), e le risposte dell'ammininistrazione disarmanti... Una "bellezza" possibile per una città come milano si può ottenere solo lavorando sulle modalità e sui processi con cui si realizza la sua trasformazione, per creare dei circuiti virtuosi che con il tempo rendano impossibili i meccanismi attuali, basati a tutti i livelli (imprenditori, progettisiti, costruttori, amministratori e funzionari pubblici) sostanzialmente sulla minimizzazione dell'impegno e la massimizzazione del profitto. Per come è stata impostata questa battaglia credo che o il progetto verrà bloccato e, complice la crisi, quel luogo resterà per altri anni ancora, com'è adesso, uno dei punti più tristi di Milano... oppure verrà contrattata qualche modifica, gli animi si placheranno e tutto continuerà come prima. saluti
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Perdonate se leggo solo ora e purtroppo di fretta. Lucia Tozzi scrive: "Biondillo ha" (dato voce) "sul Corriere a un dibattito palesemente incentrato sulla bellezza" Poi ha anche scritto: "Purtroppo non è sufficiente dire che si abita in periferia per essere eletti paladini della periferia" Questo è il link al mio pezzo, quello long version poi tagliato per il Corriere: http://www.nazioneindiana.com/2012/01/05/gentilissimo-sindaco-giuliano-pisapia/ La sfido, dopo averlo letto (l'avrà fatto?), a ripetere con così tanta sicumera che io ho incentrato il mio discorso sulla "bellezza", (parola usata solo una volta, citando Pasolini, in oltre 12.000 battute) e che mi sono eretto a paladino delle periferia in quanto abitante delle tali. Un saluto, G.B.
  • lucia tozzi
    Biondillo, ma perché citare scorrettamente una frase che chiunque può leggere integralmente poche righe sopra? eccola: "Biondillo HA PARLATO D'ALTRO, ma dando voce sul Corriere a un dibattito palesemente incentrato sulla bellezza, ha forse operato qualche distinzione?". Poi aggiungevo, per meglio chiarire: "ha preso le distanze dalla parte banale e superflua del discorso? Cofirmando un appello fondato sul contesto “bello”, centrale e monumentale che l’intervento di Perotta andrà a scempiare, si rende conto che la stessa argomentazione implica che in un contesto già “brutto” e periferico una nuova bruttura sarebbe meno inaccettabile? Purtroppo non è sufficiente dire che si abita in periferia per essere eletti paladini della periferia, bisogna anche criticare seriamente quegli argomenti che formano il presupposto dell’ineguaglianza sociale e urbanistica." Tu sei intervenuto (hai dato voce sul Corriere a) in un dibattito partito dall'appello alla bellezza di Belpoliti, Hai aggiunto altre cose, ma non hai preso le distanze da quell'argomento. E questo è un fatto, certo non me lo sono inventato io, né Stefano Mirti. Ho spiegato più che esaurientemente perché trovo la cosa ridicola e mal impostata, dopodiché non siamo d'accordo, me ne farò una ragione. Ma tu fatti una ragione di avere cofirmato la lettera "Bellezza e architettura".
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Lucia, il mio pezzo è stato scritto per primo (ed infatti Bepoliti lo cita nel suo del Fatto). Per questioni tecniche è uscito sul Corriere dopo quello di Marco. Ma qualunque cosa io ti scriva ora non andrà bene. Conosco queste dinamiche del web, non ne usciremmo mai, lasciamo stare, forse, davvero, a voce, sarebbe tutto più semplice.
  • http://www.nazioneindiana.com gianni biondillo
    Aggiungo che tutta la mia storia di scrittore che ragiona sui preconcetti attorno alle periferie urbane dovrebbe essere sufficiente per capire quanto io sia lontano da credere che un edificio di Perotta alla Barona o a Gratosoglio ci può stare, mentre davanti al Monumentale no.
  • lucia tozzi
    Gianni, sono disponibilissima a parlarne anche pubblicamente. Resta che tu hai firmato questa lettera: http://doppiozero.com/materiali/bellezza-e-architettura-lettera-pisapia e che secondo me no, la tua storia di scrittore non è sufficiente, che ogni volta che si solleva un caso è necessario fare distinzione tra gli argomenti incompatibili.

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Dal 2009, un vivace punto di osservazione sulla creatività: design, architettura, arte contemporanea, fotografia.

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