Elbphilharmonie, Amburgo
Herzog & de Meuron

21 settembre 2017

Da gennaio di quest’anno, simile a una nave pronta a salpare, si affaccia sul fiume Elba una delle sale da concerto più grandi e acusticamente avanzate al mondo: la Elbphilharmonie, progettata da Herzog & de Meuron. Inaugurata dopo diverse polemiche sui tempi di costruzione (slittati da 4 a 10 anni) e sui costi (più che decuplicati, rispetto ai 77 milioni iniziali), la struttura ha avuto sin dalla sua genesi una missione politica prima ancora che culturale: assicurare ad Amburgo un ruolo di spicco nell’Europa del futuro. Doveva essere la punta di diamante di HafenCity, progetto di riqualificazione volto a collegare centro città e area portuale; lo studio svizzero ha dato vita a una sorta di cittadella multifunzionale, situata a fianco dello storico quartiere dei magazzini Speicherstadt, patrimonio Unesco dal 2015. Oltre alla sala da concerti e a una per la musica da camera, rispettivamente da 2.100 e 550 posti, il complesso ospita ristoranti, appartamenti di lusso, un albergo, parcheggi e una piazza pubblica. Il linguaggio architettonico scelto ha mirato a creare una simbiosi tra l’anima storica della città anseatica – con le facciate di mattoni rossi e i frontoni decorati in stile neogotico – e la sua voglia di rinnovarsi. L’edificio sorge sopra il Kaispeicher A, deposito ideato da Werner Kallmorgen negli anni Sessanta per lo stoccaggio del cacao, riprendendone la pianta pentagonale, e si presenta come un gigantesco cristallo iridescente. Il profilo della facciata, che richiama la forma delle onde e delle vele, ha un preciso riferimento: la Philharmonie di Berlino, concepita da Hans Scharoun nel 1963, un urmodell anche per l’idea portante della sala, nella quale il direttore e la sua orchestra si trovano al centro, con le gradinate tutte attorno. L’alta qualità dell’acustica è garantita da 10.000 pannelli in fibra di vetro e gesso, disegnati da Yasuhisa Toyota, che danno allo spazio l’aspetto di una grotta tecnologica. Si tratta di una nuova tappa irrinunciabile per i melomani di tutto il mondo, e non solo per loro: se vi trovate in città, potete raggiungere il Kaispeicher A e da lì salire sulla lunghissima scala mobile ondulata che arriva fino alla piazza pubblica, da cui potrete godere della splendida vista sul porto e il reticolato urbano.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.

Elbphilharmonie Hamburg, Hamburg, Germany. Herzog & de Meuron.


Loredana Mascheroni

Giornalista, pratica il design da sempre. Appassionata di arte contemporanea e architettura, lavora a Domus dal 1997 dopo un apprendistato decennale in riviste di settore e un esordio come giornalista TV che le ha lasciato un debole per le video interviste. Fa yoga e corre, per sciogliere le tensioni da tablet.


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