Diario del Gran Tour #04, Padiglione Italia, Biennale di Architettura di Venezia
Gran Tour/Tappa 04
Cara Cristina, quando hai capito che volevi essere un GranTourista?
E che domande, riformulo: quando hai capito di essere un GranTourista?
Eh sì, perché uno architetto, designer, scrittore, progettista lo diventa. GranTourista no, ché non lo puoi mica imparare e non ci sono insegnanti né metodi da autodidatta che tengano.
Essere GranTourista è la capacità di condividere percorsi: chi racconta con disegni e immagini, chi con parole; chi raccoglie e regala le sue storie spostandosi in bicicletta e chi solo a caval del mouse da un link all’altro, ma nessuno ha certo letto il manuale del GranTourista.
Cristina Senatore: ‘Mi chiedi quando ho capito di essere un GranTourista e la risposta è che non lo so. Non sapevo nemmeno di esserlo fino a questo momento in cui tu mi chiedi come abbia fatto a diventarlo.
Il viaggio è una condizione naturale per l’uomo, la vita stessa è un viaggio. Difficile sarebbe restare immobili. Se poi un GranTourista ha di diverso, come dici tu, la capacità di condividere percorsi e raccontare storie in mille modi, credo che si nasca così.
Per quanto mi riguarda, disegno da che ho memoria.
Mi piacciono le storie, tutte: quelle che mi vengono raccontate da occasionali compagni di viaggio incontrati sul percorso, quelle inventate, quelle ricordate, quelle che si crede siano vere, quelle vere e quelle dichiaratamente false.
Mi piacciono le storie e mi piace disegnare. Le storie confluiscono nei miei disegni, li alimentano, li influenzano, danno loro la forma, anche quando non lo faccio di proposito. Il disegno è un crocevia; é un luogo inventato, ma reale, nel quale si incontrano le persone, i protagonisti delle storie con nuovi uditori, viaggiatori, GranTouristas. Nel disegno e con il disegno, da storia nasce storia e il viaggio è infinito.’
Il GranTour, da social trip qual è in questa fase, diventerà agenzia e viaggio nello spazio fisico nel 2013. C’è chi si sta occupando di selezionare le tappe e di costruire l’itinerario geografico.
Alla fine di questa Biennale, anch’io avrò il mio itinerario, anzi, il mio atlante: un atlante personalissimo, dove l’agiografia dei GanTouristas D.O.C. s’incontra e si scontra con lo spazio, con il tempo e con la mia sensibilità. Dove le tappe non sono luoghi fisici, ma spazi mentali, gli spazi dei GranTouristas D.O.C.
E allora mi sono chiesta: e come lo verifico un GranTourista D.O.C.?
Bè, chiedergli il senso del suo viaggio mi sembra l’unico punto di partenza possibile. Ho deciso di inviare ad alcuni dei miei compagni di social tour la domanda da un milione di dollari (‘e quando hai capito di essere un GranTourista?’), sperando di averne indietro qualche input, così, giusto per iniziare a farmi un’idea, e invece mi capita lo stupore di correre su montagne russe e di naufragare in mari dolcissimi e di salire su train de vie inaspettati: i pensieri e il lavoro dei miei compagni di viaggio, a iniziare da quelli regalatomi da Cristina Senatore, sono i protagonisti dei prossimi post di questo mio diario e della mia Wunderkammer virtuale.
E con chi illustro il mio atlante?
Ogni disegno di Cristina, da quando ne conosco il lavoro, è al tempo stesso il racconto delle sue storie e il punto di partenza di molti racconti: i miei, che non so dire fino a quando non li copio su una pagina bianca in bella grafia. Quelli di Cristina che, come dice lei stessa, ‘disegno con la testa e poi copio a mano’. I racconti dei miei compagni di viaggio.
I pensieri dei GranTouristas nei prossimi post di questo mio diario e il mio atlante degli spazi mentali sono illustrati grazie alla testa e alla mano di Cristina.
c.
Disegno di Cristina Senatore per l’Atlante di spazi mentali GT , in Diario delle eccezioni/Diario del Gran Tour, 2012.







